Poche ore di sostegno: per l'ANFFAS
l'obolo da pagare per il ricorso è inaccettabile

La docenza specializzata è un diritto fondamentale dell’alunno con disabilità ed è già sufficientemente frustrante per le famiglie dover ricorrere all’autorità giudiziaria per vederlo riconosciuto

da Disabili.com, 25.12.2012

Iniziano a moltiplicarsi i casi in cui i genitori di figli disabili sono costretti a rivolgersi ai tribunali per far valere per i propri bambini il diritto ad usufruire di insegnanti di sostegno per tutte le ore adeguate ai loro bisogni. Pubblichiamo quindi il comunicato stampa di Anffas che ritiene inaccettabile l’obbligo di pagare un contributo unificato (pari a 600 euro) per ricorrere alla giustizia in caso di insufficienti ore di attribuzione del sostegno da parte della scuola, come sancito dalla Circolare del 18 Ottobre 2011 del Segretariato Generale della Giustizia Amministrativa.

Il diritto del disabile all’istruzione si configura come un diritto fondamentale. La fruizione di tale diritto è assicurata, in particolare, attraverso «misure di integrazione e sostegno idonee a garantire ai portatori di handicaps la frequenza degli istituti d’istruzione”: nonostante la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 215 del 1987, abbia stabilito in maniera netta il diritto delle persone con disabilità a ricevere un’istruzione ed indicato anche la necessità di provvedimenti adeguati al raggiungimento di questo obiettivo, attualmente in Italia sono tantissimi i casi di famiglie costrette a ricorrere ai Tribunali per veder assicurato il diritto dei propri ragazzi con disabilità ad usufruire, per un numero di ore adeguato alle loro esigenze, della docenza specializzata di sostegno.

Un problema che in questi ultimi tempi si è acutizzato e che sta avendo ulteriori risvolti negativi. “Con la Circolare del 18 Ottobre 2011, emessa dal Segretariato Generale della Giustizia Amministrativa, si richiede un versamento del contributo unificato - introdotto a seguito di alcune modifiche in materia apportate dal decreto legge del 6 luglio 2011 - pari ad € 600,00 per ricorrere all’autorità giudiziaria amministrativa in relazione all’illegittima ed insufficiente assegnazione di docenza di sostegno per gli alunni con disabilità” denuncia Roberto Speziale, presidente nazionale di Anffas Onlus, Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale.

“Fino ad oggi, invece” prosegue il presidente “questo tipo di procedimento era esente dal contributo unificato, poiché concernente i minori e la tutela della prole”.
“La docenza specializzata è un diritto fondamentale dell’alunno con disabilità ed è già sufficientemente frustrante per le famiglie dover ricorrere all’autorità giudiziaria per vederlo riconosciuto e rispettato senza doverci sommare anche un peso economico non indifferente” continua Roberto Speziale “Questa nuova situazione sembra essere stata creata per dissuadere i familiari a richiedere l’aiuto della giustizia per rivendicare la docenza di sostegno. Sarebbe più opportuno, a nostro avviso, se proprio risulti indispensabile un pagamento, far effettuare il versamento di un contributo unificato pari ad € 37,00, così come previsto per alcune ipotesi di controversie in materia di previdenza ed assistenza obbligatoria”.

Conclude il presidente: “Riteniamo davvero ingiustificato ed inaccettabile questo nuovo ostacolo che si è posto nella vita già difficile delle persone con disabilità e delle loro famiglie, in un momento in cui il loro futuro è sempre più incerto anche a causa delle incognite concernenti la nuova manovra finanziaria e la legge delega sulla riforma fiscale e assistenziale. Auspichiamo, quindi, che le istituzioni preposte intervengano al più presto per risolvere la questione e salvaguardare così l’istruzione destinata agli studenti con disabilità. Anffas Onlus, da sempre attenta a questa problematica, ha già provveduto a segnalare il problema al Ministro dell’Economia e delle Finanze, della Giustizia e al Presidente della Repubblica.


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