Intervista ad Anna Sanchi, responsabile nazionale scuola dei Verdi.

“L’impegno dei Verdi è per l’ abrogazione

della Moratti  e contro la scuola supermarket".

a cura di Renza Bertuzzi, 27/3/2006.

 

 

Solo una scuola di qualità può formare cittadini consapevoli. A questa scuola occorrono un corpo docente con dignità sociale e stipendi europei, l’azzeramento del precariato e investimenti, reperibili nell’immediato anche dalle risorse per mantenere la nostra missione militare in Irak.

 

1)  L’ obiettivo primario dei Verdi è l’ idea di un ambiente sano. Che posto occupa nel vostro programma, la scuola?

La scuola è uno dei temi prioritari del nostro programma, in quanto crediamo che solamente una scuola di qualità possa formare cittadini consapevoli per essere in grado di partecipare pienamente e liberamente alla vita democratica della nazione. Per raggiungere questo obiettivo, sono irrinunciabili la formazione scolastica, il possesso dei beni della scienza e della cultura, l’educazione ad una “consapevolezza” ecologica che porti ad uno sviluppo sostenibile rispettoso dell’uomo e dell’ambiente in cui vive. Devono essere forniti strumenti per capire il mondo che cambia, per sapere agire secondo valori di solidarietà e di pace tra gli uomini e le donne; l’educazione alla creatività, al pensiero riflessivo e critico  vanno adeguatamente proposti, incentivati e coltivati con tutti i tempi ed i mezzi (materiali, tecnici ed intellettuali) necessari e, soprattutto, con “ricchezza” di risorse umane, materiali ed economiche. Solo così ogni cittadino potrà contribuire efficacemente al benessere della società, come vuole l’art.4 della Costituzione

 

 

2)  Si parla molto di valorizzare i docenti. I Verdi sono per una  valorizzazione economica (stipendi adeguati alla funzione che gli insegnanti svolgono) e / o anche ad una valorizzazione giuridica (area di contrattazione separata), anche in ottemperanza alla sentenza n. 322 della Corte costituzionale? 

A nostro parere bisogna sostenere la professionalità docente con attività che restituiscano agli, ed alle, insegnanti, il loro importante ruolo educativo all’interno della società, stimolando una loro “visibilità e dignità sociale” e riconoscendo, anche contrattualmente, spazi e tempi per una riflessione professionale e per la ricerca e la sperimentazione. Per questo è necessario un investimento finanziario, sia per aumentare  la retribuzione base di ogni Docente per raggiungere i livelli europei, sia per finanziare un sistema di incentivi e carriere differenziate, favorendo il lavoro aggiuntivo, l’aggiornamento, la disponibilità a lavorare fuori sede, e facendo in modo che gli aspetti premiali non siano solo monetari ma costituiti anche da bonus per la fruizione culturale, per periodi sabbatici in Paesi stranieri ad alto interesse sociale, storico e di attualità, per l’approvvigionamento informatico e multimediale. La sentenza della Corte Costituzionale ha aperto un interessante momento di confronto per realizzare anche una specifica valorizzazione giuridica.

 

 

3)   E i docenti precari, sulla cui “precarietà” la scuola si regge in gran parte?

L’impegno dei Verdi all’interno del governo dell’Unione, sarà quello di cercare di azzerare il precariato dei docenti, sia di quelli disciplinari che di quelli di sostegno per gli alunni diversamente abili, in quanto riteniamo che solamente un corpo docente stabile e quantitativamente adeguato (leggi organico funzionale) potrà realizzare le condizioni per una scuola di qualità.

 

 

4)  Riforma Moratti :  che cosa succederà di questa riforma, se l’ Unione dovesse vincere le elezioni di aprile?

L’impegno dei Verdi sarà quello di fare abrogare in toto la legge Moratti, come già avevamo richiesto al tavolo del programma.

Abrogare la legge Moratti per dare nuovamente dignità alla scuola pubblica, dignità agli studenti ed alle studentesse, dignità ai docenti, dignità alle famiglie.

No alla scuola supermarket!

La Legge 53 va cancellata e contemporaneamente va rinforzato il sistema nazionale Scuola nel suo carattere unitario e rilanciata la sua funzione sociale e culturale rafforzando l’autonomia scolastica quale principio costituzionale.

Se la “scuola di base” non sarà messa in grado di realizzare una formazione di qualità comune a tutti, portando tutti, non uno di meno, a livelli di eccellenza, il rischio che corriamo non è tanto, o solamente, il fallimento della scuola, quanto la perdita della possibilità che un domani possa realmente esistere una società di donne e uomini liberi e democratici. La scuola che vogliamo è la scuola per tutti e per tutte, una scuola capace di valorizzare le differenze e di abbattere le disuguaglianze.

 

 

5)  In ultimo, il problema delle risorse economiche: dove pensate di reperire le risorse per il rilancio necessario e urgente dell’istruzione pubblica?

Un primo e, a nostro avviso, semplice modo di reperire risorse economiche può essere quello di investire nell’istruzione pubblica tutto il danaro che al momento occorre per mantenere la missione militare in Iraq. Facendo rientrare immediatamente in Italia i nostri militari, si libereranno risorse che potranno, sin da subito, essere destinate alle istituzioni scolastiche statali anche per l’adeguamento delle strutture edilizie, della sicurezza e per dotare le scuole di strumentazioni adeguate (laboratori, strumenti informatici, materiali strutturati, sussidi…..).

Va inoltre programmato ed aumentato la quota percentuale del PIL per allinearsi, quanto meno, con il resto dei paesi europei maggiormente industrializzati.

 

 

                               (a cura di Renza Bertuzzi)