P a v o n e R i s o r s e

 

Riforma: a che gioco giochiamo?

di Rodolfo Marchisio da Pavone Risorse del 23/6/2006

 

Ho atteso prima di intervenire nel dibattito sulle prime (talora anche pesanti e contraddittorie) uscite del nuovo ministro e del potente viceministro Bastico. Cercavo di capire.

D’altra parte anche il Ministro si è dato sinora tempo per capire e consultare i docenti (prima gli "anziani", secondo una retorica un po’ deamicisiana (qualcuno ha spiegato al M. che i docenti sono, per forza di cose, tutti anziani, compresi i precari….?) e poi le associazioni, le organizzazioni sindacali, ecc..

Ha detto Fioroni:  "Infine sulle Indicazioni Nazionali. E’ mia intenzione, e non prendetela come un’offesa nei vostri riguardi, consultare un certo numero di maestri con una discreta anzianità di servizio, del centro, sud, nord del nostro paese, di tipologie diverse e direttori didattici che, in maniera del tutto informale, mi diano una valutazione sulle Indicazioni, partendo dalla loro esperienza. Solo dopo le sottoporrò al vaglio e agli approfondimenti di tutte le organizzazioni professionali, di categoria, ma mantenendo fede al percorso che mi sono dato".

Avrei voluto parlare di quanto della Riforma Moratti non va buttato e di quanto si, di standard, competenze ecc…ma le posizioni si cominciano a delineare.

 

La strategia del Ministro

Il M. si muove con un certo pragmatismo democristiano, furbo, condito con un po’ di retorica, ma cocciuto; di una "bonomia" che non deve ingannare e coerente con la linea di questo Governo: non distruggere, ma smontare,"sospendere non abrogare", prendere tempo.

Però poi si decide in una sola riunione se no è tempo perso. E il Governo non può permettersi lunghi e dilaceranti contenziosi.

Non mi piace l’atteggiamento, ma in linea di principio sono d’accordo: non potremmo vivere in un paese ed in una scuola in cui ogni momento si riforma una riforma. Concentriamoci sulla Costituzione e sulle cose gravi o essenziali delle riforme da rifare (con un governo molto debole).

Nella scuola avremmo avuto, in 8 anni, 4 ministri e 4 riforme. Per ora tutte fallite (anche quelle imposte) perché non condivise. La scuola ha una grossa capacità di insabbiare, camuffare, "sopire"; chi ha voluto ed ha avuto il coraggio lo ha fatto anche col tutor, col portfolio, con la struttura oraria.

Senza violare nessuna legge, nonostante le indagini segrete del Ministro e senza dire "fate come se la Riforma Moratti non esistesse".

A proposito, dove sono, adesso, di fronte alle affermazioni della Bastico sulla prescrittività delle prove INVALSI e delle Indicazioni nazionali, quelli che ci indicavano quella linea?

Vale sempre la domanda di Maragliano: ma la scuola che ha detto 3 no alle 3 riforme cosa vuole?

 

I provvedimenti

Vediamo:

1) il Dm 31 maggio ’06 ha sospeso la sperimentazione del secondo ciclo;

2) la nota 690 del 9 giugno ha rimesso la valutazione della religione cattolica fuori dal documento di valutazione delle altre discipline;

3) la nota 5596 del 12 giugno ha sospeso il portfolio;

4) il Dm 47 del 13 giugno ha eliminato le confluenze dei percorsi e corrispondenza dei titoli di studio delle scuole secondarie di secondo grado.

Con il così detto decreto "mille proroghe" in discussione al Senato viene fatta slittare al 19 maggio 2008 la scadenza del dlgs 226/05 (secondo ciclo) e del dlgs. 227/05 (formazione iniziale e al reclutamento degli insegnanti)

 

Tutor

"Per quanto concerne il tutor, provvederò alla sua delegificazione, per affidarlo all’autonomia scolastica ed alla contrattazione decentrata".
Il tutor era già, per molti motivi, "abortito". Nessuno lo vuole, mancano i soldi. Inutile accanirsi.

Decideranno davvero le scuole, in un contesto in cui esponenti del governo pensano ad una scuola regionale? E’ giusto? Chi lo paga?

 

Portfolio

"In riferimento al portfolio ho rimandato il regolamento al garante della privacy. …..Ora quello che il garante della privacy deve dirmi è quanti dei quesiti e relative risposte presenti nel portfolio possono creare un contenzioso davanti al garante. Se saranno superiori ad una certa percentuale che vanifica il portfolio, lo farò decadere e insieme realizzeremo rapidamente altri strumenti" . Tradotto, sul p. decide il garante.
Del portfolio (ridotto male da pareri e sentenze) di cui abbiamo ampiamente parlato, sarebbe bene ragionare con calma evitando di identificare il P. con il p. della Moratti e ricordando:

che la Moratti lo ha preso dal mondo della industria , ma nella scuola USA lo ha introdotto Gardner, con altri, contro la scuola dei test e delle prove oggettive. Documentare la valutazione per confrontarsi e per uscire dalla soggettività senza cadere nelle "prove oggettive".

Che la nostra valutazione zoppica vistosamente ed un dibattito serio e selettivo sul p. può aiutare a riformarla nella direzione della valutazione formativa, di strumenti e prassi di autovalutazione, di documentare oltre che valutare.

Quindi evitiamo i no preconcetti, ma anche il fanatismo di credere che il p. vada preso così com’è.

 

Risorse

1- Non spendere soldi per farsi propaganda, ma restituirli alle scuole (Intervista a Repubblica)

2- Lasciare il 20% (15 + 5 della quota regionale) della struttura oraria alla autonomia delle scuole.
"Quota del 20% dei curricoli rimessa all'autonomia delle istituzioni scolastiche, nelle more delle procedure di formalizzazione".

3- Cercare di andare verso un adeguamento degli organici di diritto con le situazioni di fatto
Ma gli organici? I soldi? Qualcosa di piu’ per il sostegno e per le lingue. Vedi Circolare organici.

 

E la Bastico?

"Il sottosegretario Mariangela Bastico ha ribadito, in risposta ad un’interpellanza parlamentare, quello che già la Corte costituzionale aveva sancito con la sentenza n° 279/2005 e cioè la liceità e la prescrittività delle Indicazioni nazionali, provvisorie, ma allegate ad un D.lgs 59/2004" (dalle news di questo sito).

La somministrazione delle prove Invalsi trova la sua fonte normativa nella legge n. 53 del 2003, recante delega al Governo per la definizione delle norme generali sull'istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale, e nel decreto legislativo n. 286 del 2004....

Quindi, al primo quesito (se fossero obbligatorie) rispondo che hanno conseguito progressivamente obbligatorietà; ciò in relazione alla prescrittività delle indicazioni nazionali riguardanti la riforma del primo ciclo, che deriva dagli articoli 13 e 14 del decreto legislativo n. 59 del 19 febbraio 2004 (recante, appunto, le disposizioni relative al primo ciclo).

 

I casi sono 2:

1) La Bastico ribadisce quanto già sancito da una legge (per quanto contraddittoria) e dalla Corte costituzionale: la Riforma ha valore di legge. Lo sapevamo già quando dicevamo che bisognava andare contro questa legge, obiettare, ma non potevamo negarne l’esistenza. Ma lo sa che intanto il Ministro sta consultando i docenti "anziani"? Si può modificare la legge?

2) L’intenzione è di tirare avanti sulle indicazioni nazionali (che insieme al tutor sono le parti peggiori della Riforma) e ci stanno prendendo in giro. Speriamo nei docenti "anziani" anche se la R. Levi Montalcini che come età sta bene, con la sua commissione non ha combinato nulla….  O prepariamoci a "resistere"ancora.

 

Conclusioni

  1. Penso che valga la pena di non seminare di troppi sassolini e occasioni di conflitto la strada di questo Governo che sta in piedi per misericordia: preferisco 5 anni di Fioroni-Bastico a 5 di Moratti. Potendo scegliere, però…

  2. Ho detto spesso cosa penso di portfolio, valutazione e Riforma. Non cambio idea perché è cambiato governo.

  3. Avevo anticipato che, qualunque fosse stato l’esito delle elezioni, dovevamo continuare a batterci per la scuola in cui credevamo. La difficoltà è individuare una idea di scuola condivisa da molti.

  4. Sui punti 1 e 3 il fronte abrogazionista è significativamente in crisi. E il dibattito registra incertezze.