Clap and jump per Matteo@governo.it

 TuttoscuolaNews, n. 625 10.3.2014

Beppe Severgnini, che il mondo anglosassone lo conosce bene, si è molto stupito, intervenendo a caldo mercoledì scorso in una trasmissione televisiva, per il clamore politico-mediatico suscitato dalla canzoncina cantata in coro dagli alunni di scuola primaria dell’istituto ‘Raiti’ di Siracusa: “Ma si fa così dappertutto, in America e in Inghilterra e anche altrove, è un modo festoso per accogliere un ospite. Cosa vi aspettate che facciano dei bambini?”.

Anche Paolo Genovese, il professore di musica dell’istituto, autore del testo, dice di essersi limitato a rielaborare la nota canzone Clap&Jump (“Batti le mani e salta”) adattando le parole, ma solo in parte, all’occasione e alla persona festeggiata.

Ma c’è chi ha voluto vedere nell’episodio un sapore di culto della personalità, e ha parlato addirittura di sindrome nordcoreana, come ha fatto Maurizio Belpietro su Libero. Il gruppo del Movimento 5Stelle della Camera ha presentato un’interrogazione rivolta al ministro Stefania Giannini in cui le si chiede “se ritiene opportuno attivarsi per evitare altre scene come quelle viste ieri presso la l`Istituto `S. Raiti` di Siracusa presso altre strutture scolastiche allo scopo di tutelare l`equilibrio, l`imparzialità e la credibilità delle istituzioni”. E il senatore Gasparri (FI), per non essere da meno, interroga il ministro domandandole se “rientra negli indirizzi del ministero dell’Istruzione anche l'apologia del presidente del Consiglio”. Magari intendeva dire “apoteosi” o “agiografia”, chissà.

Francesco Merlo ha scritto su Repubblica che a Siracusa c’è stato“il tentativo di ridurre i bambini a protesi ornamentale, di formarli alla piaggeria e all’adulazione”, mentre il Fatto Quotidiano si è contenuto limitandosi a parlare di “pagliacciata”.

A dire la verità il più saggio ci è sembrato Severgnini…