Pianto di compiti non fatti
e pianto di compiti da fare,
referendum no

di Umberto Tenuta, Educazione & Scuola 9.1.2014

Pianti di compiti non fatti e pianti di compiti da fare, aboliti da oggi e non da domani! 

Non credo che questi pianti non arrivino anche a Lei, Onorevole ministra a Carrozza.

Pianti, e non gioia, non gioia, gioia di vivere la propria giovinezza, gioia di mordere i frutti terrestri, gioia di crescere, gioia di divenire adulti!

 

I due grandi personaggi sono stati prontamente ricoverati ed operati, restituiti alla vita nei migliori Ospedali di Francia e d’Italia.

Ma i nostri giovani studenti in quali scuole li abbiamo costretti a ritornare anche nel nuovo anno?

Non ci siamo scambiati, noi adulti, gli auguri di Buon Anno Nuovo!

E ai nostri giovani studenti quale nuovo anno offriamo?

E quale ancora il prossimo anno?

Non le sembra, Onorevole Ministra, che ai nostri giovani studenti non viene riconosciuta affatto l’urgenza di una scuola che non mortifica nessuno, che non respinge nessuno, che a tutti i giovani studenti offre, anche nelle sue mura, la gioia di vivere, la gioia di alimentarsi, la gioia di crescere, la gioia di divenire adulti?

 

Onorevole Ministra, i nostri giovani studenti non possono attendere gli inutili referendum che i Suo Magnifici Esperti Le hanno suggerito, per sfuggire ancora ancora ancora alle loro responsabilità di esperti dei problemi della formazione dei giovani.

I giovani non possono attendere!

Nessuno li può costringere ad aspettare.

Perciò, la Riforma della scuola va fatta subito, con urgenza; va fatta immediatamente.

 

Quale riforma?

Basta raccogliere, come dicevamo altrove, le Indicazioni già presenti in tutti i programmi di tutte le riforme dal 1950 ai nostri giorni.

 

Il nome della sua Riforma?

LA SCUOLA DELLA GIOIA DI IMPARARE

Si chiede, chiede ai Suoi Magnifici Esperti −chiederà anche a me, se vuole− come può essere realizzata una siffatta scuola?

Chieda, chieda soprattutto ai Suoi giovani studenti, come si fa nella Sua università, quale scuola, quali docenti essi amano, seguono con amore, appassionatamente.

Studenti, dal latino studium, amore del sapere, filosofia.

Filosofi già nel grembo materno, filosofi appena nati, filosofi già nei primi tre anni della loro vita.

A quattro anni hanno già sviluppato metà della loro intelligenza!

E poi?

Poi una scuola della gioia di imparare nella loro seconda infanzia, nella loro fanciullezza, nella loro adolescenza, nella loro giovinezza.

 

Edifici, arredi, strumenti per l’apprendere…

Sì, sono importantissimi.

Ma sono i grandi Maestri i più importanti protagonisti del successo formativo di tutti i figli di donna che popolano le Sue scuole, Onorevole Ministra!

E, allora?

Allora, Onorevole Ministra, pensi ai Suoi maestri, Ella, Maestra dei maestri!

Assicuri ai Suoi maestri le migliori condizioni perché essi possano dedicare i loro tempi scolastici e i loro tempi extrascolastici alla loro formazione continua ed alla formazione dei giovani che ogni mattina li attendono a scuola, con gioia e non con preoccupazione.

Assicuri ai Suoi uomini di scuola le migliori condizioni perchè essi possano dedicarsi ai loro giovani studenti, con la stessa passione con la quale si dedicano quotidianamente alla crescita del loro figli!

Ricordo ancora, da tempi lontani, un detto che si ritrovava sulle bocche dei maestri di un tempo: io amo i miei studenti come i miei figli! 

A parte la retorica, Onorevole Ministra, faccia in modo che questo siano messi in condizione di poter dire tutti i maestri, tutti i dirigenti scolastici di tutte le sue scuole, di tutte le scuole d’Italia.

Occorreranno iniziative di formazione −e non solo di aggiornamento− degli operatori scolastici.

Recuperi per tali iniziative tutti gli sperperi che si fanno oggi, e sono tanti, anche nelle scuole, e non solo per le gite scolastiche che molto spesso sostituiscono le visite di istruzione nei dintorni delle scuole italiane, tutte circondate da fiumi e da terre, da case e chiese geometriche, dalle vestigia degli antichi Padri…

Occorrerà anche che tutti i docenti siano specialisti, e allora faccia che ogni docente curi le attività a lui più gradite, a prescindere dai titoli di studio che poco contano.

Occorrerà che siano abolite le militaresche classi, e le abolisca, Onorevole Ministra, promuovendo la formazione di gruppi mobili di studenti a seconda delle loro caratteristiche personali e delle attività da volgere!

Occorre cambiare anche i sistemi di valutazione?

Prima di utilizzare gli ossessivi, costosi, inutili questionari, faccia utilizzare le schede personali degli alunni, perché ogni docente conosca bene i suoi studenti come le madri i loro figli.

 

Conoscere per educare!

Valutazione formativa e non valutazione selettiva che è un anacronismo nell’epoca del diritto all’educazione!

Chiedo scusa se ho esemplificato, perché non era necessario.

Ella ed i Suoi Magnifici Esperti sanno bene che cosa occorre fare!

Ciò che occorre fare, lo si faccia oggi, e non domani!

Si risparmi la fatica del Referendum!

Regali invece alle Scuole italiane la più grande riforma della storia patria.

Gliene saranno grati tutti i giovani studenti, tutti i loro preoccupati genitori, nell’ormai consolidato rapporto di assistenti ai compiti dei loro figli.

Gliene saranno grati tutti gli italiani, nella consapevolezza che domani avranno una società migliore, una società del benessere morale e materiale più elevato, nella certezza che avranno, che avremo tutti, una società più felice di quella attuale.

Ancora grazie, Onorevole Ministra Carrozza, per l’anno felice che Ella, seppure con qualche giorno di ritardo, vorrà regalare alle Italiane ed agli Italiani tutti!