Insegnante referente e compagno «tutor»
per l’inserimento a scuola dei minori adottati

di Eugenio Bruno, Il Sole 24 Ore 22.12.2014

   Le linee guida del Miur e la modulistica da utilizzare

 

Il ministero dell’Istruzione scende in campo per agevolare l’inserimento nelle scuole dei bambini adottati. Margini più elastici per le iscrizioni, utilizzo dell’insegnante referente e individuazione di un compagno «tutor» sono solo alcuni dei suggerimenti contenuti nelle linee d’indirizzo emanate nei giorni scorsi. Al loro interno ampio spazio viene dato alle «buone prassi» per tutti gli attori (docenti, dirigenti e uffici scolastici regionali) impegnati ad assicurare il diritto allo studio per i minori coinvolti in un percorso di adozione nazionale o internazionale.

Le buone prassi
Dopo un ampio preambolo dedicato ai numeri del fenomeno adottivo e alle difficoltà specifiche di inserimento che ne possono derivare, l’ampio documento del Miur elenca alcune «buone prassi» che sul territorio sono già state attuate. E che andrebbero replicate sull’intero territorio nazionale. Una riguarda la figura dell’insegnante referente. Si tratta di un docente formato sulle tematiche adottive a cui le famiglie possono rivolgersi sia prima delle iscrizioni sia nella fase d’inserimento. A questo proposito il ministero suggerisce un incontro in corso d’opera tra scuola e genitori per mettere a punto l’eventuale piano didattico personalizzato (Pdp) che può essere a punto in qualsiasi momento dell’anno. In caso di minori inseriti negli ultimi anni della primaria o in classi successive il suggerimento di viale Trastevere è quello di prevedere un «compagno tutor» e, se possibile, un «facilitatore linguistico».

Flessibilità sulle iscrizioni
Nel ricordare che tutte le famiglie già dall’anno scorso devono iscrivere i propri figli alle classi prime di una scuola statale (o paritaria se ha aderito alla procedura informatizzata) utilizzando esclusivamente il portale www.iscrizioni.istruzione.it il Miur elenca una serie di eccezioni di cui tenere conto in presenza di un minore adottato. Ad esempio, in presenza di un’adozione internazionale il bimbo potrebbe non avere ancora ricevuto il codice fiscale. In questo caso gli andrà attribuito un «codice provvisorio». Più in generale - si legge nelle linee guida - «di iscrivere ed inserire i figli a scuola in qualsiasi momento dell'anno, anche dopo la chiusura delle procedure online, presentando la domanda di iscrizione diretta mente alla
scuola prescelta».

Gli uffici scolastici regionali
Con l’occasione il ministero ripercorre anche i compiti a cui sono tenuti i diversi soggetti in campo. Si parte con gli uffici scolastici regionali. È cene che ogni Usr:individui al suo interno un referente per l'adozione; predisponga protocolli per formalizzare procedure e comportamenti da assumere (modalità di accoglienza, assegnazione alla classe, adattamento dei contenuti didattici, individuazione dei Bes, predisposizione piani personalizzati...); stipuli accordi con il Sistema sanitario nazionale, enti locali, servizi del territorio e associazioni Familiari; costituisca gruppi di coordinamento dei referenti di istituto; promuova attività di formazione

I docenti
Poi tocca agli insegnanti. Del referente si è detto, ma è l’intero corpo docente che va sensibilizzato in presenza di un’adozione. Partecipando a momenti di formazione mirata sulle tematiche adottive oppure mantenendo in classe un atteggiamento equilibrato, evitando cioè di sovraesporre gli studenti adottati o dimenticarne le specificità. Altro suggerimento è quello di creare occasioni per parlare delle diverse tipologie di famiglia esistenti oppure predisporre percorsi didattici personalizzati calibrati sulle esigenze di apprendimento dei singoli.

I dirigenti
E veniamo al dirigente scolastico. Oltre ad avvalersi della collaborazione di un insegnante referente per l'adozione con compiti di informazione, consulenza e coordinamento, garantisce che nel Piano dell'Offerta Formativa della scuola siano indicate le modalità di
accoglienza e le attenzioni specifiche per gli alunni adottati. Inoltre decide la classe di inserimento dei neo-arrivati, sentiti i genitori e il referente, e attiva il monitoraggio delle azioni messe in atto per favorire la diffusione di buone pratiche. Senza dimenticarsi di promuovere attività di formazione e aggiornamento, anche in rete.