I numeri del governo sull’edilizia
scolastica vacillano

di Pasquale Almirante, La Tecnica della Scuola 29.4.2014

Ma la ministra Stefania Giannini aveva già detto: “Abbiamo concordato un incontro con il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan per capire effettivamente quali sono le possibilità economiche, perché si programma quando ci sono fondi certi”. Quei fondi sull’edilizia ora sono incerti, anzi certamente mancanti


L’unico provvedimento nero su bianco sull’edilizia scolastica è contenuto nel decreto Irpef e prevede in concreto solamente 244 milioni di euro per il biennio 2014-2015. Ben poca cosa rispetto ai 3,5 miliardi annunciati. Ben poca cosa per le 4.500 scuole che
hanno già richiesto di aprire i cantieri, scrive Il Sole 24 Ore .

Che aggiunge: per i lavori pubblici il 2014 sarà un altro anno di caduta e di sofferenza, a dispetto degli annunci e in linea invece con gli scenari fortemente negativi del Documento di economia e finanza (Def) che prevede un'ulteriore drastica riduzione degli investimenti fissi pubblici: altri 1.400 milioni persi quest'anno (siamo a 27.132 milioni) e altri 900 nel 2015 dopo i 4,8 miliardi persi dal 2011 al 2013. Dal 2011 al 2015 la caduta sarà di 7,1 miliardi, più del 22 per cento. In termini di rapporto con il Pil gli investimenti fissi lordi della Pa erano al 2% nel 2011, all'1,7% nel 2013, scendono secondo il Def all'1,6% nel 2014 e all'1,5% nel 2015. Altro che ripresa: una caduta progressiva di cui suona come conferma questa piccola "fiche" di appena 244 milioni per le scuole contenuta nel decreto.

Il governo conta forse di avviare, con questa misura, le 4-5mila piccole opere proposte dai sindaci a Palazzo Chigi per interventi di prima urgenza e manutenzione, ma non si può certo dire che ci sia un orizzonte ambizioso di rilancio né per questo settore impantanato da anni né, più, in generale, per i lavori pubblici.

Speriamo quindi che Padoan e Giannini chiariscano l’equivoco, anche perché «per arrivare da 244 milioni a 3,5 miliardi di euro la strada è molto lunga». Nessuno sa davvero quante e quali siano le scuole su cui si debba intervenire, né si conoscono a questo punto i fondi disponibili.