Previsto nel 2014 un dimezzamento
dei contributi dello Stato alla scuole paritarie

di P.A. La Tecnica della Scuola 25.9.2013

Nel bilancio previsionale per l’anno prossimo, si riducono del 42 per cento i contributi alle scuole paritarie. Si tratta di “260 milioni in meno”: lo dice Gabriele Toccafondi (Pdl)

Intervenendo al seminario “Sistema scolastico integrato, dalla Costituzione all’Unione europea”, il sottosegretario all’Istruzione ha spiegato che per l’esenzione dell’Imu e della Tares la soluzione arriverà entro fine anno.

Tempi.it riporta la notizia secondo la quale il sottosegretario all’istruzione, Toccafondi, auspica che “vengano scongelati con urgenza 82 milioni di euro” che finora sono “stati bloccati per effetto del decreto del governo Monti che li vincola all’adozione di misure di alleggerimento dei costi della politica da parte delle regioni, attraverso cui passano i finanziamenti”. Tale blocco porta, dice il sottosegretario “un danno non alle regioni, ma solo alle scuole paritarie che hanno approvato i bilanci sulle rette, già riscosse, e sul contributo pubblico che doveva essere di 500 milioni”. Di conseguenza, se non avverrà lo sblocco, avverte, molte delle 13.300 paritarie rischiano di non poter pagare gli stipendi. Per questo Toccafondi ha chiesto un incontro con il ministero dell’economia sul bilancio previsionale 2014, considerato che la prossima Finanziaria “contiene un taglio del 50% rispetto ai 530 milioni di euro storicamente destinati alle paritarie: la previsione è di 260 milioni, -42 % rispetto all’anno precedente”.

Per il Presidente di Fidae, don Francesco Macrì, si legge su Tempi.it, occorrerebbe anche un “trattamento fiscale per gli istituti paritari senza finalità di lucro equiparabile alle onlus. La norma sull’abolizione dell’Imu per le scuole paritarie è stata espunta dal decreto scuola con la garanzia di risolvere poi la questione entro la fine dell’anno, in sede di definizione da parte del consiglio dei ministri della nuova service tax. Bisognerà, però, evitare che l’Europa riapra una procedura di infrazione all’Italia, spiegando all’Unione europea il principio di sussidiarietà sancito dalla Costituzione”.