ISTRUZIONE

Scuola accorciata, l'eredità di Profumo

Il ministro detta i suggerimenti al governo che verrà.
Corsi ridotti di un anno. E insegnanti più preparati.

 Lettera 43, 2.3.2013

Ridurre di un anno il percorso scolastico.

È una delle priorità indicate dal ministro Profumo in una sorta di documento-lascito di fine mandato, dal titolo 'Atto di indirizzo concernente l'individuazione delle priorità politiche per il 2013'.

STANDARD EUROPEI. Con l'obiettivo di adeguare la scuola italiana agli standard europei, «occorre superare la maggiore durata del corso di studi, procedendo alla relativa riduzione di un anno, in connessione anche alla destinazione delle maggiori risorse disponibili per il miglioramento della qualità e della quantità dell'offerta formativa, ampliando anche i servizi di istruzione e formazione», ha scritto Profumo che, nei mesi scorsi, aveva affidato a una commissione proprio lo studio di questo tema.

POTENZIARE FORMAZIONE DEI PROF. Fra le priorità di Profumo ci sono anche quelle di completare l'attuazione del sistema nazionale di valutazione, potenziare la formazione degli insegnanti e del personale tecnico-amministrativo, promuovere il recupero delle aree scolastiche più compromesse per contrastare la dispersione scolastica (l'obiettivo è l'abbattimento del tasso di 'early school leavers' fino al 10%).

ERASMUS ANTICIPATO. E ancora, è stato auspicato il varo di misure di rafforzamento dell'istruzione tecnico-professionale (con l'aumento dei percorsi di alternanza studio/lavoro) e l'anticipo del programma Erasmus for all per allargare la possibilità di studiare all'estero.

INVITO ALL'INNOVAZIONE TECNOLOGICA. In questa sorta di eredità per il nuovo governo, Profumo ha invitato poi a proseguire con l'innovazione tecnologica. Un tema, questo, che è stato una sorta di stella polare per la sua gestione e che si è tradotto in interventi concreti come, ad esempio, l'adozione del plico telematico (per l'invio delle tracce della Maturità) e le iscrizioni scolastiche online.

PROMOZIONE DEL DIRITTO ALLO STUDIO. Sul fronte dell'università, è stato posto l'accento, tra l'altro, sulla promozione del diritto allo studio: borse di studio, prestiti d'onore (in cui convogliare risorse sia pubbliche sia private), ma anche la sperimentazione di nuovi test, in italiano o in inglese, per favorire una scelta della facoltà consapevole.
Capitolo importante anche quello del finanziamento, per il quale si ritiene necessario perseguire un modello nel quale concorrano risorse originate da ministeri diversi, dalle Regioni, dall'Europa e dalla fondazioni bancarie. Fondamentali sono ritenute nuove regole di governance e di contabilità.

SEMPLIFICARE SELEZIONE DEI PROGETTI. Per dare impulso alla ricerca, oltre a un miglior utilizzo dei fondi europei è stato suggerito di semplificare e rendere più rapido il ciclo di selezione dei progetti e di erogazione delle risorse, anche attraverso una maggiore interazione tra il sistema delle imprese e quello della ricerca pubblica. Infine, un occhio in casa propria. Nell'ottica della spending review è fondamentale avviare un processo di riorganizzazione del ministero, ha assicurato Profumo, che pensa a una nuova configurazione della rete periferica del Miur, a procedure sempre più informatizzate e all'arruolamento di statistici, informatici e ingegneri gestionali per migliorare la gestione.