Digitalizzazione della scuola,
perché è un bene

Dal 21 gennaio si parte con le iscrizioni obbligatorie online e pagelle
e registri digitali. Ecco cosa cambierà e quali sono gli aspetti positivi

di Martina Pennisi Wired.it, 3.1.2012

Dopo le (tante) parole, arrivano i primi fatti. La scuola italiana si prepara a digerire nei prossimi giorni una delle novità previste dalle misure orientate al digitale dell'esecutivo uscente. Nello specifico, è il decreto Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini, la cosiddetta spending review, a imporre la digitalizzazione di iscrizioni, pagelle e registri a partire dall'anno scolastico 2013/2014.

I genitori degli studenti di elementari, medie e superiori dovranno far riferimento a partire dal 21 gennaio al portale iscrizioni.istruzione.it. Per compilare la modulistica c'è tempo fino al 28 febbraio, saranno poi le scuole a rispondere alle domande e a contattare le famiglie. L'intero processo va eseguito online e chi non è in grado di eseguirlo autonomamente potrà trovare supporto negli istituti stessi: " La procedura online è corredata da spiegazioni contestuali e guida rapide e, se ciò non bastasse, il personale scolastico, come sempre vicino alle famiglie, rimane a vostra disposizione per ogni chiarimento e aiuto", spiega il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo. In Rete, altra iniziativa di Profumo, è inoltre già possibile sfogliare un database delle scuole italiane.

Tornando alle iscrizioni, a sostegno della novità andranno in onda sui canali Rai degli spot televisivi informativi: il medium tradizionale per eccellenza al servizio dell'alfabetizzazione informatica, opzione sulla quale si è tentato senza successo di puntare in maniera più consistente con l'Agenda digitale di recente approvazione. Lo scorso anno, l'iscrizione online era facoltativa ed è stata abbracciata da poco più di 5mila e 300 nuclei familiari e quella che sta per iniziare è una piccola rivoluzione culturale che non potrà che fungere da impulso per i prossimi passi. Di questo avviso Paolo Ferri, docente dell'Università Bicocca e consulente per l'innovazione del Miur: " Il passaggio progressivo della gestione delle pratiche burocratiche in formato digitale è vantaggioso per tutti e innesca una dinamica virtuosa, essendo le scuole obbligate a utilizzare la Rete", spiega a Wired.it. Banalmente, si dovrà per forza di cose lavorare sulle connessioni degli istituti e formare personale che possa dare una mano alle famiglie. Ferri è ottimista anche dal punto di vista della risposta dei genitori: " Secondo una ricerca di Nielsen l'84% delle neo mamme si connette da casa, un terzo dal cellulare e il 25% possiede un tablet", afferma il docente. " Anche gli stranieri non dovrebbero avere problemi: nel corso di una ricerca della Bicocca abbiamo rilevato che la maggior parte delle mamme islamiche ha un computer nella propria abitazione e lo sfrutta per comunicare con i parenti lontani. E gli Internet point sono popolati e addirittura gestiti soprattutto da stranieri", aggiunge.

A chi si preoccupa degli effetti della digitalizzazione sui rapporti fra studenti, professori e genitori, la scrittrice Mariapia Veladiano è intervenuta in merito su Repubblica, Ferri risponde facendo notare che " la gestione elettronica di lavori noiosi e automatici da parte degli insegnanti (comunicazione di voti, assenze, ecc) concede più tempo ai casi importanti e problematici". Razionalizzazione, contenimento dei costi. E tempo.