"Siamo una .... squola fortissimi" - 3

Scuola, lavoro, famiglia.
Gli orfani di giorno

di Vincenzo Pascuzzi, 17.9.2012

Può essere utile e opportuno avviare una riflessione sul rapporto tra scuola, lavoro e famiglia. Vediamo due testimonianze fra loro complementari.

La prima relativa a Christian, sette anni e mezzo, come la racconta una insegnante ora in pensione. “«Mangi da solo?» gli chiesi, e mi rispose di sì, che mangiava quello che la mamma gli aveva lasciato sul tavolo, insalata, mozzarella o prosciutto e un bicchiere di latte freddo perché lei non voleva a nessun costo che accendesse il gas. «E dopo mangiato cosa fai?» continuai a chiedergli. «Leggo i giornalini, faccio i compiti e poi gioco da solo.» Un bambino dickensiano, pensai, che non patisce la fame, che non è costretto a rubare, ma che in qualche modo è stato privato della spensieratezza dell’infanzia, dei giochi con i coetanei, dell’allegria condivisa. La scuola frequentata da Christian non aveva il tempo pieno e iscriverlo in un’altra, più lontana, avrebbe comportato un pericolo maggiore all’andata e al ritorno. Non so più nulla di Christian, perché cambiai casa poco dopo, so però che contro di lui è stata commessa un’ingiustizia” (1) (2).

La seconda di una maestra che riferisce: “uno dei motivi che spinge una donna a scegliere di lavorare nella scuola: la gestione della famiglia. Il contratto della scuola tutela appieno la maternità in tutte le sue fasi, dall' interdizione all' astensione post-parto, alle assenze facoltative e prevede la concessione di periodi per assistere familiari bisognosi di cure. L' impiego da insegnante permette di poter seguire con tranquillità i propri figli nei pomeriggi liberi e durante tutti quei periodi in cui il calendario scolastico prevede la sospensione delle lezioni. Viceversa una lavoratrice madre del settore privato… ” (3).

Attualmente Stato, governo, partiti e sindacati ignorano completamente o quasi la situazione e il problema delle famiglie sole e con figli in età scolare. Se entrambi i genitori lavorano solo un po’ lontano da casa possono risultare assenti dalla famiglia anche per 11 e più ore al giorno! Le abitazioni risultano non presidiate anche al pomeriggio. Infatti non tutti possono permettersi baby sitter o tate, che pure aiutano e costituiscono una soluzione parziale. Ancora soluzione parziale è, o sarebbe, quella di ricorrere a strutture di qualità per la prima infanzia, peraltro non disponibili o non sufficienti. E c’è chi si chiede se “non sarebbe più opportuno prevedere misure che invece consentano alla madre, pur senza arrivare a un rapporto totalizzante, di seguire veramente da vicino lo sviluppo del suo bambino nei primi anni di vita senza che ciò comporti penalizzazioni in termini di carriera lavorativa” (4).

Risale al 1923 – e allora fu una conquista - l’orario lavorativo giornaliero di 8 ore, destinato essenzialmente agli uomini (5). Pochissime erano allora le donne che lavoravano fuori casa, La maggior parte aveva prole numerosa e presidiava la casa e la famiglia. Numerosi anche gli zii e le zie, c’era un vicinato più partecipe, prossimo e solidale.

Meno mobilità, distanze ravvicinate e minori tempi di percorrenza casa-lavoro per gli uomini. Lo stabilimento Fiat del Lingotto cominciò a produrre proprio nel 1923!

La struttura e l’organizzazione della famiglia (quando c’è) da allora è cambiata: equivalenza, o quasi, dei ruoli fra i coniugi o compagni, meno figli - solo uno o due, tasso di fertilità all’1,29 (6) - , disoccupazione diffusa, retribuzioni basse, condizioni di lavoro disagiate e incerte.

Risale al 1817 lo slogan di Robert Owen “Eight hours labour, Eight hours recreation, Eight hours rest” (7). Va verificato in relazione ai cambiamenti intervenuti e alle nuove esigenze: donne che lavorano, mobilità e tempi di percorrenza, poter presidiare le abitazioni dei ragazzi che vanno a scuola.

Roma, 17 settembre 2012


Vincenzo Pascuzzi

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LINK

(1) Christian e il tempo pieno [orfano di giorno]
http://www.retescuole.net/contenuto?id=20100821064713

(2) Pensiamo al dopo Gelmini: la scuola e gli “orfani di giorno” – 26.11.2010
http://www.scuolaoggi.org/archivio/pensiamo_al_dopo_gelmini_la_scuola_e_gli_%E2%80%9Corfani_di_giorno%E2%80%9D

(3) Il mestiere di maestra e il welfare che non c' è
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/09/06/il-mestiere-di-maestra-il-welfare-che.html

(4) "Vale" più il lavoro o l'educazione di un figlio?
http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2012/8/22/SCUOLA-Vale-piu-il-lavoro-o-l-educazione-di-un-figlio-/313315/

(5) 10 marzo 1923: in Italia viene approvata la giornata lavorativa di 8 ore
http://www.infoaut.org/index.php/blog/storia-di-classe/item/684-10-marzo-1923-in-italia-viene-approvata-la-giornata-lavorativa-di-8-ore

(6) Italia agli ultimi posti per fertilità con 1,29 figli per donna
http://donneriv.blogspot.it/2008/04/italia-agli-ultimi-posti-per-fertilit.html

(7) How many working hours in a day?
http://robinharpe.com/career/how-many-working-hours-in-a-day/