IL PROGETTO

"Un computer per classe entro giugno"
La scommessa digitale di Profumo

E in quattro regioni del Sud anche un tablet per insegnante, con un investimento di oltre 50 milioni. Il ministro crede a un futuro vicino in cui la scuola funzioni incrociando il web. E con "meno carta possibile". Ma la Cgil annuncia mobilitazione per le condizioni materiali nelle quali parte oggi l'anno scolastico

di Corrado Zunino la Repubblica, 12.9.2012

Lo Speciale "Ritorno a scuola" di Repubblica.itROMA - Alla fine della presentazione del nuovo anno scolastico il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo ha riservato l'ultimo annuncio: nel corso della stagione 2012-2013, quella che inizia oggi, ogni classe italiana sarà dotata di un computer grazie a un investimento da 24 milioni di euro e per le quattro regioni a rischio del Sud, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia, in aggiunta ci sarà un tablet per ogni insegnante (e qui i fondi impegnati saranno 32 milioni). Le classi dove si accenderà un pc sono 34.558 nelle scuole medie e 62.200 alle superiori. Nelle quattro regioni del Sud si lavora per dotare di tablet 2.128 scuole, il 64 per cento del totale.

Il ministro Profumo crede alla banda larga e alla scuola 2.0 e crede alla pratica della dematerializzazione: niente più acquisti in carta, il futuro (nei programmi, in verità, dovrebbe già essere il presente) è digitale. E così ha presentato in teleconferenza quattro scuole - a Brindisi, Firenze, Mantova e Oulx nell'Alto Torinese - dove le presenze si registrano su "file" di computer, i genitori fissano i loro colloqui con gli insegnanti segnandosi su una griglia digitale. "Sono migliaia queste realtà", assicura Profumo. Intorno all'Istituto tecnico Majorana e al liceo Fermi di Mantova, cablato dal 2008, la maggior parte degli istituti di città e provincia sono in ritardo.

Il progetto "tagliacarta" prevede un risparmio per lo Stato di 30 milioni di euro: una media di 6.200 euro a istituto, sei euro per ogni studente delle medie e delle superiori.

Aumentano già quest'anno le risorse per la gestione ordinaria degli istituti (servizi per le pulizie, tassa sulla spazzatura, necessità quotidiane) passando da 200 a 240 milioni, di cui ottanta distribuiti agli istituti questo mese e il resto a gennaio.

Oggi non si è visto alcun picchetto di contestazione davanti al ministero di viale Trastevere. La Cgil, però, ha già annunciato un mese di mobilitazione fissando quattro tappe successive di lotta. Il futuro sarà banda larga, ma le scuole italiane vanno affrontando un'altra stagione accorpate (e, di conseguenza, con classi più stipate), insicure (c'è stato il crollo di un tetto a Pordenone) e senza duemila insegnanti già destinati alle biblioteche per le loro difficoltà cliniche. La spending review li ha forzatamente dirottati ai servizi amministrativi.