L’organico funzionale dovrà essere fatto
su reti di scuole dello stesso comune

inviato da Lucio Ficara, 25.3.2012

Cosa significa organico funzionale? In cosa consiste la sua applicazione su una rete di scuole? Quali potrebbero essere i cambiamenti del CCNI sulla mobilità? Queste sono solo alcune domande che mi vengono poste quotidianamente, a cui cerco di dare una risposta che abbia un senso logico. Incomincio con il dire che l’organico funzionale dell’autonomia e delle scuole in rete, normato dalla Legge n.5 del 9 febbraio 2012 Art.50, dovrà avvenire nei limiti dell’art. 64 della legge 133/2008 e sulla base dei fabbisogni di una singola scuola, di una data rete di scuole o di una dotazione organica provinciale. Questo tipo di organico avrà carattere di stabilità per almeno un triennio, anche per i posti di sostegno, fatte salve ovviamente le esigenze che si determineranno annualmente.

Il punto debole di questo provvedimento è quello di averlo legato allo sciagurato art.64 della legge finanziaria del 2008. Un organico è veramente funzionale al fabbisogno di una scuola o di una rete di scuole, se esso fosse stato libero da vincoli orientati, in stile antitetico, a razionalizzare risorse umane e finanziarie. Per cui il mio personale giudizio è che non si tratterà di un vero organico funzionale, ma di un organico che cercherà, in una logica di rete, di trovare qualche elemento di funzionalità.

Cosa cambierà in sostanza? Credo che i docenti che saranno individuati soprannumerari, non saranno individuati più da semplici graduatorie d’istituto, ma bensì da graduatorie di rete. Faccio un esempio pratico: Immaginiamo che in un dato comune ci siano Liceo Scientifico, Liceo Classico e Liceo delle Scienze umane, tra queste scuole verrà creata una rete scolastica. Poiché molte classi di concorso sono comuni in queste scuole, verrà stilata un’unica graduatoria di rete da cui individuare il perdente posto. Il perdente posto sarà colui che non troverà più cattedra o residui di ore nella rete di appartenenza. Se così fosse dovrebbero cambiare radicalmente il CCNI sulla mobilità.

I tecnici di viale trastevere ci stanno lavorando, anche perché con l’avanzare della riforma della scuola, la riforma pensata sulle classi di concorso, la riforma delle pensioni, tutto è fortemente in evoluzione. Diventa sempre più necessario e urgente, mettere mano al Contratto Collettivo Nazionale e conseguentemente all’integrazione sulla mobilità, per meglio regolare questi repentini mutamenti.

Lucio Ficara

lucio.ficara@fastwebnet.it