INTERVISTA

La ricetta di Profumo:
"Dal 2013 partirà il liceo sportivo"

Il ministro dell'Istruzione: «Uno scientifico con più ore di educazione fisica»

Grazia Longo La Stampa, 5.3.2012

ROMA
Il «credito sportivo» del sistema scolastico americano è un'altra cosa, ma anche nel nostro Paese si registra un importante passo avanti per favorire una maggiore integrazione tra studio e sport. Sta per nascere, su un progetto sostenuto dal ministro alla Pubblica Istruzione Francesco Profumo, il «liceo sportivo».

Una mini rivoluzione: di che cosa si tratta esattamente?

«Il liceo sportivo sarà un'articolazione del liceo scientifico e prevede un incremento delle ore di educazione fisica e delle discipline connesse alla gestione del fenomeno sportivo».

Quando entrerà in funzione?
«Presto. Alla fine dell'anno scolastico in corso sarà approvato definitivamente il regolamento, che ha già ottenuto il parere positivo del Consiglio nazionale della Pubblica Istruzione con alcune proposte di arricchimento del testo che abbiamo recepito ed è in corso di acquisizione il parere del Consiglio di Stato».

Le tappe successive?
«Nell'anno scolastico 2012-2013 si provvederà alla formazione degli insegnanti e alla ricerca delle strutture. E nell'anno scolastico 2013-2014 si partirà con le lezioni».

Cosa l'ha convinta a promuovere questo progetto?

«A livello generale, le ricerche che provano come la poca attenzione all'educazione fisica a scuola non solo porti a un peggioramento della qualità della vita, ma contribuisca anche a un aumento dei costi nel corso della vita per porvi rimedio. Nello specifico dello sport agonistico, credo sia importante favorire la scelta di chi lo vuole praticare senza sacrificare l'istruzione scolastica e viceversa».

E intanto? Con quali strategie la scuola va incontro a potenziali campioni dello sport?

«è già in corso una sperimentazione per alunni-atleti che per periodi lunghi non possono frequentare le lezioni perché impegnati nelle gare. Si articola in una serie di accordi con le scuole dove sono iscritti questi ragazzi. Varie le modalità: dalle lezioni a distanza, grazie alle nuove tecnologie, alle attività tutoriali specifiche quando tornano a scuola. Sono, inoltre, già operative altre due sperimentazioni».

Quali?

«Un corso di alfabetizzazione motoria nella scuola primaria, ma solo in alcune realtà, grazie a un protocollo d'intesa con il Coni, che contribuisce con 5 milioni di euro e con il Miur, che ha investito 2,5 milioni. Questa sperimentazione tende ad un'attività di sensibilizzazione e di educazione per una corretta pratica sportiva, attraverso la presenza di un esperto per ogni scuola prescelta».
 

L'altra sperimentazione coinvolge, invece, tutte le scuole?

«Sì, nell'ambito del contratto nazionale di lavoro degli insegnanti, sono previsti 60 milioni di euro per finanziare le ore aggiuntive dei docenti di educazione fisica che, oltre alle attività curriculari, formano i ragazzi, compresi quelli diversamente abili, che svolgono attività sportiva agonistica. L'obiettivo è quello di prepararli alle gare provinciali e nazionali».