il caso

Arriva l'open Miur

La rivoluzione del ministero di Francesco Profumo:
l'intera banca dati in rete, un'applicazione per smartphone in arrivo

Flavia Amabile La Stampa, 17.3.2012

Quasi si stenta a crederlo, ma il ministero dell’Istruzione è diventato all’improvviso uno dei ministeri più trendy in Occidente. Da ieri sono in rete buona parte delle informazioni presente nella sua banca dati. Basta andare sul sito del Miur, cliccare sulla casella della «Scuola in Chiaro» usata dai genitori più avveduti e soprattutto smanettoni per iscrivere i propri figli a scuola, e si vedrà apparire in alto un bottone nuovo di zecca con su scritto: «Dati, accesso e riuso delle banche dati». Al di là della formulazione piuttosto pomposa e burocratica, dietro questo bottone si nasconde una rivoluzione epocale, una sorta di open-Miur, di ministero accessibile a tutti.

«Chiunque - annuncia il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo - potrà scaricare i dati sugli alunni, sui professori o sulle scuole, e potrà farne quello che vuole, usarli per studiare il mondo dell’istruzione italiana senza filtri quali potrebbero essere le elaborazioni del ministero, e lo si può fare per motivi privati o anche per fini commerciali».

E’ la prima delle idee nate dalla collaborazione tra il ministro e i suoi giovani sei consulenti assunti per un anno per svecchiare e aprire il ministero al mondo. A giudicare dalle reazioni, la notizia ha provocato un piccolo terremoto. E’ bastato che Lorenzo Benussi, uno dei sei consulenti, ne parlasse ieri mattina a Rotterdam, dove erano riuniti gli esperti europei del mondo degli «open data», per trasformare il Miur in un caso, un modello da seguire. La notizia è rimbalzata in pochi secondi sui social network. «Sono stato riempito di email, sono arrivate richieste persino da Israele per capire come fare altrettanto», racconta.


Il resto, dall'applicazione per smartphone ai prossimi dati in rete sul giornale di carta.....