GildaVeneziaNews

Bersani - Renzi.
Confronto dei programmi sulla scuola.

 GildaVeneziaNews, dicembre 2012

 

PIERLUIGI BERSANI

Istruzione e Ricerca sono
gli strumenti più importanti
per assicurare dignità al lavoro
e combattere le disuguaglianze.

L’istruzione e la ricerca sono gli strumenti più importanti per assicurare la dignità del lavoro e combattere le disuguaglianze.

Un paese in cui cala drammaticamente la domanda d’istruzione è un paese senza futuro.

Dobbiamo arrestare l’abbandono scolasti-co, la flessione delle iscrizioni alle nostre università, la sfiducia dei ricercatori e la demotivazione di un corpo insegnante sottopagato e sempre meno riconosciuto nella sua funzione sociale e culturale.

Se c’è un settore per il quale è giusto che altri ambiti rinuncino a qualcosa, è quello della ricerca e della formazione.

La scuola e le università italiane hanno vissuto quindici anni di continue umiliazioni.

Noi invertiremo la rotta.

È necessario un piano straordinario contro la dispersione scolastica, misure per il diritto allo studio e investimenti sulla ricerca avanzata nei settori trainanti e a più alto contenuto d’innovazione.

CREDIAMO NEL VALORE UNIVERSALISTICO DELLA FORMAZIONE, DELLA PROMOZIONE DELLA RICERCA SCIENTIFICA E DELLA RICERCA DI BASE IN AMBITO UMANISTICO.

 

MATTEO RENZI

 

 

"Una scuola dove
si impara davvero".

 

La scuola è il terreno sul quale si gioca il futuro del nostro Paese.

Bisogna tornare ad investire, ma farlo con modalità nuove, che mettano al centro la qualità dell'educazione che diamo ai nostri figli. E' davvero un paradosso, quello di una scuola nella quale si danno voti a tutti, ma non alla qualità dell'insegnamento e delle strutture scolastiche. Gli istituti scolastici devono godere di un'ampia autonomia, anche riguardo alla selezione del personale didattico e amministrativo, con una piena responsabilizzazione dei rispettivi vertici e il corrispondente pieno recupero da parte loro delle prerogative programmatorie e dirigenziali necessarie. Questo obiettivo va preparato attraverso una fase transitoria nella quale si incominci a responsabilizzare gli istituti scolastici mediante una valutazione della performance gestita da una struttura indipendente centralizzata.

Perciò proponiamo:

1.
Assegnare un organico funzionale stabile per almeno un triennio ad ogni scuola.

 

1.
un forte investimento sulla scuola e, in particolare, sulla formazione e l'incentivazione degli insegnanti, sull'edilizia scolastica (v. infra 5. c.) e sull'upgrade tecnologico della didattica;

 

2.
Un piano pluriennale per estendere la rete di asili nido e raggiungere l’obiettivo del 33% di copertura dei posti imposto dall’Europa.

 

2.
la valutazione degli istituti scolastici attraverso il completamento e il rafforzamento del nuovo Sistema di Valutazione centrato sull’azione di Invalsi e Indire, con la prospettiva di avvicinare gradualmente il nostro modello a quello britannico centrato sull’azione della Ofsted;

 

3.
Cancellare il Maestro unico della Gelmini per riportare in vetrina i gioielli di famiglia del sistema scolastico italiano: tempo pieno e modulo a 30 ore con le compresenze nella primaria.

 

3.
incentivi ai dirigenti scolastici basati sulla valutazione della performance delle strutture loro affidate;

 

4.
Scuole aperte tutto il giorno, per permettere agli studenti di studiare a scuola da soli o in compagnia, per fare sport, musica e teatro. Perché le scuole diventino il cuore di quartieri e città.

 

4.
una revisione complessiva delle procedure di selezione e assunzione dei docenti, basata sulle competenze specifiche e sull'effettiva capacità di insegnare;

 

 

5.
Lotta alla dispersione scolastica, perché nessuno sia lasciato indietro. Dimezzare la dispersione come chiede l’Europa 2020 richiede interventi mirati, percorsi individualizzati, tempi distesi per l’apprendimento.

 

5.
una formazione in servizio per gli insegnanti obbligatoria e certificata, i cui esiti devono contribuire alla valutazione dei docenti e alle progressioni di carriera, basata su un mix di: aggiornamento disciplinare, progettazione di percorsi con altri colleghi, aggiornamento sull’uso delle nuove tecnologie per la didattica, incontri con psicologi dell’età evolutiva o con medici per capire come affrontare handicap o disturbi di apprendimento sui quali la scienza ha fatto progressi.

 

6.
Un piano straordinario per l’edilizia scolastica. Oggi il 64% delle scuole non rispetta le norme di sicurezza. E’ una vera emergenza nazionale. Servono interventi urgenti: - allentare il patto di stabilità interno per quegli enti locali che investono nella ristrutturazione o nella edificazione di nuove scuole, incentivando la costruzione di scuole con ambienti di apprendimento innovativi ed eco sostenibili.

  • rifinanziare la nostra legge 23, che permetteva un’accorta pianificazione degli interventi di concerto con gli enti locali

  • offrire ai cittadini e alle cittadine la possibilità di destinare l’8 x mille dello Stato, in modo mirato all’edilizia scolastica.

 

6.
la valutazione e incentivazione degli insegnanti, attivando in ciascun istituto scolastico un meccanismo finalizzato all’attribuzione di un premio economico annuale agli insegnanti migliori, scelti da un comitato composto dal preside, da due insegnanti eletti dagli altri (cui andrà il 50% del premio e che non potranno ovviamente essere selezionati per il premio intero) e da un rappresentante delle famiglie eletto dalle stesse, sulla scorta del progetto pilota "Valorizza", già sperimentato in quattro province nel corso del 2010-2011.

 

7.
Bilanciare l’istruzione e la formazione tecnica e professionale, perché siamo stati un grande paese industriale, quando abbiamo avuto i grandi periti industriali.