DIRITTO di CRONACA

La scuola senza prof

Nessuno vuole andare ad insegnare nell'istituto delle zone ad alto tasso camorristico

Flavia Amabile La Stampa, 21.9.2011

Diciassette cattedre in cerca di insegnanti e nessun docente che accetti l’incarico, nonostante si tratti di immissione in ruolo, un incarico a tempo indeterminato. Incredibile in territori ad alto tasso di disoccupazione, anche tra laureati. Eppure l’istituto comprensivo Raffaele Viviani di Caivano, a nord di Napoli, è «la scuola di nessuno», è una scuola a rischio, nel Parco Verde, una zona famigerata per spaccio di droga ed altre attività criminali, e non ci sono insegnanti disposti ad andare a insegnare lì.

La denuncia arriva dalla dirigente scolastica Eugenia Carfora che, racconta, non ne può più «della danza delle apparizioni dei docenti che vengono solo per aumentare i punteggi in graduatoria»: fanno cioè solo una breve supplenza e poi se ne vanno senza fare richiesta per rimanere. La preside lancia l’idea di predisporre l’albo professionale delle «aree deboli», così da avere garanzie sulla presenza dei docenti.

All’inizio di quest’anno scolastico, la scorsa settimana, all’appello mancavano 7 insegnanti di Lettere, 5 di Matematica, 2 di Inglese, 1 di Francese, 1 di Arte e immagine 1 di Tecnologia e questo, sottolinea, nonostante si tratti di incarichi a tempo indeterminato.

La dirigente scolastica è arrivata in quella scuola nel 2007, cinque giorni fa ha inviato una comunicazione al ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, al direttore dell’Ufficio scolastico regionale per la Campania, Diego Bouchè, e al dirigente dell’ufficio territoriale di Napoli, Luisa Franzese, per segnalare una situazione che va avanti da tempo.

La soluzione, anche per quest’anno, potrebbero essere i supplenti, magari quelli con incarico annuale. Ma la preside non ci sta ricorrere a questo meccanismo che è comunque previsto, ma che richiederebbe molto tempo. «Sia il direttore dell’Ufficio scolastico a fare le chiamate per i supplenti - ha affermato - io non lo farò. Mi batto per il funzionamento di questa scuola e voglio che i ragazzi abbiano quello che meritano». «Non si ritiene corretto - ha scritto nella comunicazione la preside - rimandare al procedimento delle supplenze temporanee fino agli aventi diritto perchè è una procedura di spreco e di aggravio al disagio didattico, a danno di una platea scolastica già fortemente mortificata per le problematiche del Parco Verde. Si fa presente che la scuola viene mantenuta, annualmente, dai supplenti temporanei quasi sempre sprovveduti rispetto a situazioni fortemente sensibili e portatori di altre problematiche». Per il passato, ha fatto sapere, gli alunni hanno cambiato insegnante «anche dieci volte in un solo anno». «Così - ha concluso - non c’è continuità».