L'ambiguità del Tfa, Docenti con almeno 360 giorni di servizio, 29.11.2011
Alla Spett.le attenzione
La sensazione comune è che le modalità di ammissione non valorizzino appieno il servizio svolto da moltissimi docenti i quali, per i più disparati motivi, si trovano privi di abilitazione, ma con una notevole esperienza maturata dopo anni di servizio presso scuole statali e paritarie. Pur nella consapevolezza che i nuovi percorsi abilitanti dovranno risolvere la questione legata a chi, dal 2007 ad oggi, si è laureato senza alcuna possibilità di procedere nel proprio iter formativo e quindi si trova sprovvisto di determinati requisiti esperienziali, quali il servizio e il susseguente punteggio, crediamo che si debba effettuare un distinguo rispetto a chi abbia già maturato un certo numero di anni di insegnamento effettivo e che, come logica conseguenza, non possa essere ritenuto un neofita del settore. Il rischio che invece traspare dal concepimento del Tirocinio Formativo Attivo, così com’è stato licenziato dal Governo precedente, è quello di mettere sullo stesso piano figure che appartengono a livelli differenti e che meriterebbero un trattamento diversificato, nel rispetto della professionalità di ognuno. Da ultimo ci appelliamo anche a normative vigenti le quali, pur con specificità differenti, richiamano apertamente alcuni diritti di cui sopra e che sembrano essere in contrasto con il percorso abilitante in fieri. Ci riferiamo nella fattispecie: alla direttiva europea 2005/36/CE, alla legge 143/04, articolo 2 e al precedente del DM 85/05, recante l’attivazione dei corsi speciali per il conseguimento dell’abilitazione al personale docente in possesso di almeno 360 giorni di servizio. RingraziandoLa per la disponibilità e con l’auspicio di una Sua risposta, Le auguriamo buon lavoro.
Gruppo Facebook “Docenti con almeno 360 giorni di servizio"
“Per questo – continua Puglisi - occorre affrontare alcune emergenze: tornare ad assicurare a tutti i bambini e le bambine un posto nella scuola dell’infanzia, affrontare le drammatiche condizioni in cui versa l’edilizia scolastica, eliminare le classi pollaio restituendo condizioni di vivibilità a chi studia e lavora. Le risorse, da investire per zone di educazione prioritaria, possono essere trovate nel miliardo di euro di fondi europei per le scuole del mezzogiorno e nell’allentamento del patto di stabilità interno per quei comuni che investono nella scuola dell’infanzia e nella qualificazione dell’edilizia scolastica. Ci sono circa 4,5 miliardi di euro immediatamente disponibili. Poi ci sono riforme a costo zero che si possono realizzare come l’applicazione del Titolo V, il passaggio all’organico funzionale, una piena realizzazione dell’unica vera riforma epocale che e’ stata fatta, l’autonomia scolastica”.
http://www.francescapuglisi.it/profumo-sapra-ascoltare-prioritaria-lotta-a-dispersione/ |