Crocifisso nelle classi,
la Corte Europea assolve l'Italia

da Tuttoscuola,  18.3.2011

L'ottimismo che trapelava alla vigilia della sentenza sul crocifisso nelle scuole in seno al governo ha avuto conferma: la Grande Camera della Corte europea per i diritti dell'uomo riunitasi a Strasburgo ha assolto l'Italia dall'accusa di violazione dei diritti umani per l'esposizione del crocefisso nelle aule scolastiche.

La decisione della Corte Ŕ stata approvata con 15 voti favorevoli e due contrari. I giudici hanno accettato la tesi in base alla quale non sussistono elementi che provino l'eventuale influenza sugli alunni dell'esposizione del crocefisso nella aule scolastiche.

In questa maniera, la Corte scrive la parola fine sul dossier del caso 'Lautsi contro Italia'. Un procedimento approdato a Strasburgo il 27 luglio del 2006. Allora l'avvocato Nicol˛ Paoletti present˛ il ricorso con cui Sonia Lautsi, cittadina italiana nata finlandese, lament˛ la presenza del crocifisso nelle aule della scuola pubblica frequentata dai figli, ritenendo che si trattasse di un'ingerenza incompatibile con la libertÓ di pensiero e il diritto ad un'educazione e ad un insegnamento conformi alle convinzioni religiose e filosofiche dei genitori.

La prima sentenza della Corte (9 novembre 2009) diede sostanzialmente ragione alla signora Lautsi, affermando la violazione da parte dell'Italia di norme fondamentali sulla libertÓ di pensiero, convinzione e religione. Il Governo italiano, a quel punto, domand˛ il rinvio alla Grande Chambre della Corte, ritenendo la sentenza 2009 lesiva della libertÓ religiosa individuale e collettiva come riconosciuta dallo Stato italiano.