Boeri: valutazione indispensabile,
ma va spiegata

da Tuttoscuola, 30.5.2011

Rispondendo sul quotidiano Repubblica alle critiche suscitate da un suo precedente articolo favorevole alle prove Invalsi nelle scuole secondarie superiori l’economista Tito Boeri ribadisce che “i test Invalsi sono solo uno degli ingredienti del processo valutativo”, ma “hanno il vantaggio di essere comparabili tra scuole, regioni e addirittura paesi, a differenza delle valutazioni ‘soft’ che molti docenti sostengono di preferire”.

E ai docenti che minacciano di incatenarsi per protesta alla sede del ‘suo giornale’ fa ironicamente presente che il sito da lui coordinato, lavoce.info, “ha solo una sede virtuale, cui difficilmente potrebbero incatenarsi”.

Boeri difende a spada tratta i test, che rispondono a “metodiche consolidate a livello internazionale nella costruzione di test di competenza cognitiva”, nega che possano essere utilizzati per valutare indirettamente l’operato dei docenti al fine di differenziarne le retribuzioni e sostiene che “allo stato attuale, i test servono semplicemente a informare gli insegnanti, gli studenti e le loro famiglie”, Anzi, a suo giudizio sarebbe opportuno “fare i test in modo tale da poter rendere pubblici i dati scuola per scuola” (possibilitą attualmente esclusa).

Boeri, da economista di scuola Ocse, sottolinea anche la possibilitą che “in prospettiva, quando i test e altri strumenti di valutazione saranno consolidati, questi strumenti possano essere utilizzati anche per allocare in modo pił selettivo le poche risorse disponibili”, essendo la valutazione dell'istruzione “una premessa fondamentale per assegnare pił risorse alla scuola. Dato che le risorse sono limitate, occorre evitare in ogni modo di disperderle dandole a istituti che dimostrano di non arricchire (o di arricchire troppo poco) le conoscenze degli studenti che si iscrivono in quelle scuole. Questo significa che bisogna tenere conto del livello delle conoscenze all'atto dell'iscrizione alla scuola. Premiando le scuole che operano in realtą difficili, che hanno magari punteggi bassi nel test, ma sono in costante miglioramento”.

Alla fine del suo articolo Boeri auspica comunque che l’Invalsi e il ministro Gelmini dedichino pił attenzione alle “richieste di chiarimento” che vengono dal mondo della scuola e che impropriamente sono state rivolte a lui….