IL RAPPORTO

dispersione e sfiducia nella scuola
Restiamo i "penultimi della classe"

I dati Censis e Save the Children parlano di 800 mila giovani che ogni anno lasciano gli studi prima della conclusione: "Ragazzi imprigionati nel presente, non riescono a investire sul futuro"

Salvo Intravaia la Repubblica 6.7.2011

"DISPERSIONE E SFIDUCIA nella scuola portano l'istruzione italiana in coda all'Europa". A lanciare l'allarme è l'Unione degli studenti, che chiama in causa la Gelmini. "Giorni fa, il Censis dichiarava che un giovane su due ha perso la fiducia nella scuola. Ora il rapporto di Save the Children dichiara che in Italia 800 mila giovani tra i 18 e i 26 hanno abbandonato la scuola senza concluderla. Un peso sconvolgente che ci porta in coda all'Europa e che rappresenta un problema economico ma soprattutto sociale enorme per l'Italia".

"Pur se in lento miglioramento - si legge nella presentazione dei dati sul progetto In-Contro, portato avanti da Save the Children - il fenomeno della dispersione scolastica - ripetute bocciature, frequenza discontinua, cambi di classe o scuola, fino all'estrema decisione da parte di ragazzi e ragazze appena adolescenti di abbandonare la scuola superiore e qualsiasi opportunità di formazione, anche professionale - persiste in Italia e nel Lazio, con cifre e percentuali non da ultimi della classe ma da penultimi sì".

La stima effettuata dalla onlus internazionale per il nostro paese è di 800 mila i giovani, pari al 18,8 per cento della popolazione fra i 18 e i 24 anni, con esperienza di abbandono scolastico precoce. "Una percentuale - continua Save the children - che ci pone a quasi 9 punti di distanza dall'obiettivo del 10 per cento di tasso di abbandono scolastico stabilito nella Strategia Europa 2020. E anche a una discreta distanza dall'attuale media europea del 14,4 per cento".

"Gli italiani sembrano sempre più imprigionati nel presente - si legge nel recente studio del Censis dal titolo, Fenomenologia di una crisi antropologica. Il rattrappimento nel presente - La perdita di significato della scuola è uno dei sintomi più tristi del presentismo. La scuola è per definizione l'investimento a lungo termine di una società, invece la scuola in Italia sembra non interessare più a nessuno. L'abbandono prima della maturità è ancora al 20 per cento, doveva essere al 10".

"Ma è soprattutto l'abbandono psicologico - continua il Censis - che pesa, legato alla ricerca del minimo risultato. Gli stessi insegnanti si sentono sempre più attori di uno spettacolo che non interessa più nessuno. I giovani italiani sono quelli che in Europa danno minor importanza alla scuola, il 50 per cento non lo ritiene un investimento valido". Dati che per gli studenti sono molto allarmanti.

"Vorremmo ricordare al ministro Gelmini - dichiara l'Uds - significa disoccupazione, significa criminalità, significa disagio sociale per milioni di persone. é questo il dato politico che il ministero dovrebbe assumere, che i tagli e la scelleratezza delle politiche che stanno portando avanti ledono solo alla possibilità di migliorare le condizioni di chi vive nel paese". "Se il ministro Gelmini pensa che problemi del genere si risolvano con la scuola del 'rigorè come quella del libro Cuore si sbaglia di grosso. Abbattere gli investimenti, la partecipazione e il protagonismo studentesco significa allontanare ancora di più i soggetti a rischio".

"Rivendichiamo - concludono - ancora una volta la scuola dell'inclusione in cui torni al centro l'idea per la quale la scuola deve essere in grado di accogliere gli studenti e portare tutti alla valorizzazione delle proprie capacità senza lasciare nessuno indietro. Per questo ci vogliono soldi, impegno e competenza. Chiediamo di conseguenza che le nostre proposte vengano messe in discussione ed accolte, assieme a quelle delle associazioni dei docenti e dei sindacati".