DIRITTO di CRONACA

Duemila scuole senza preside

L'accorpamento degli istituti inserito dal governo nella manovra economica

Flavia Amabile La Stampa, 29.6.2011

Le scuole più piccole non avranno presidi. Accadrà in duemila istituti italiani. La manovra economica del governo porterà alla scomparsa delle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado: diventeranno tutte parte di istituti comprensivi. E’ quello che in parte sta già accadendo da oltre dieci anni sulla base del ministro dell’epoca, Luigi Berlinguer. E’ una scomparsa meramente burocratica e giuridica e si riferisce a scuole con meno di 1000 alunni (o 500 nel caso in cui si trovino nelle piccole isole, nei comuni montani o nelle aree geografiche con specificità linguistiche).

Nelle scuole particolarmente piccole, con un numero di alunni inferiore a 500 (o a 300 nel caso in cui si trovino nelle piccole isole, nei comuni montani o nelle aree geografiche con specificità linguistiche) non vi saranno dirigenti scolastici a tempo indeterminato ma soltanto soltanto reggenti.

«In parte già accade, si tratta di un processo avviato da Berlinguer quando era ministro - spiega Massimo Di Menna, segretario generale della Uil scuola». Infatti in regioni come Emilia o Toscana l’accorpamento di elementari, materne e medie in istituti comprensivi è già compiuto. Un po’ meno in altre zone come il Sud o le regioni con maggiore dispersione di istituti sul territorio. «Di per sè non è un procedimento negativo - continua Di Menna - bisogna capire come verrà realizzato. E’ necessario un coinvolgimento dei soggetti interessati ed evitare che sia soltanto un atto amministrativo».