La scuola dell'autonomia non riesce
più ad educare ma si limita ad introdurre

di Lucio Ficara, 30.6.2011

Educare non significa riempire un recipiente di contenuti ,progetti , piani di offerta formativa, piani di lavoro, ecc....... ma significa accendere, con magistrale sapienza, la curiosità che è insita nei nostri giovani studenti.

La scuola di oggi, piena di acronimi insignificanti (Pon, Por, Pof, Cic, Dnl, Fis.Fse, Fser, DS, DSGA,RSU,RLS), ha perso completamente di vista il suo vero ed unico obiettivo,che è quello di educare.

Il verbo educare, a mio modo di vedere, è stato svuotato di ogni suo valore etimologico (ex-ducere) ed è stato rimpiazzato dal verbo introdurre (intro- ducere), infatti noi insegnanti siamo chiamati, in nome di una non precisata modernità, a riempire i cervelli dei nostri alunni di puro ed inutile nozionismo.

Da quando la Legge n.59 15/03/1997 ha decretato l'autonomia scolastica nella scuola è mutato tutto, il Preside didattico si è trasformato in Dirigente Scolastico (super-manager ) il segretario in Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi (manager), e i docenti da educatori si sono dovuti, per necessità aziendale, trasformare in “introduttori”.Infatti nella scuola di oggi si sono introdotte centinaia e centinaia di attività extra-curricolari, che hanno oscurato il percorso educativo curricolare.

I nostri allievi sono tempestati da centinaia di progetti ed attività (teatro-sport-olimpiadi di matematica-fisica-informatica-chimica, test invalsi, progetto Pon, progetto Por, progetto Pof, Patente Ecdl, patentino per guidare motocicli,ecc....), e quindi sono distolti dal essere correttamente educati.

A mio modesto avviso, un docente non deve riempire di contenuti il proprio discente, ma deve trovare solamente la chiave per aprire la porta della curiosità, che l'alunno ha dentro di sé.

Se l'allievo è spinto da reale curiosità di scoprire le cose, allora l'apprendimento è assicurato. Sarà l'alunno stesso a trovare i contenuti, a chiedere spiegazioni e nozioni per arricchire la sua conoscenza.

Ho sempre pensato che lo scopo della scuola è quello di non disperdere il talento innato, che c'è dentro ogni singolo discente, e che se lo “STATO” spende tanti soldi per l'istruzione, questo è dovuto al valore che si dà all'EDUCAZIONE nel fare emergere tali talenti.

La scuola dell'autonomia è stata eccessivamente egoista e civettuola, ha introdotto , attraverso un rapporto molto stretto con il territorio e la società civile in cui opera, numerose attività di partenariato e protocolli d'intesa con altri enti, a cui partecipano gli studenti e i docenti, perdendo di vista il compito principale e primario che ogni scuola dovrebbe avere nel proprio codice genetico.

Le scuole di un dato territorio fanno a gara per comparire nei giornali, nelle televisioni locali, per mostrare i propri trofei nazionali e internazionali ( che magari hanno vinto senza che nessun altra scuola abbia partecipato), al solo scopo di farsi pubblicità e garantirsi la sopravvivenza per gli anni futuri, a discapito di quelle scuole, che non sono state in grado di mettersi sotto i riflettori.

Mi spiace dirlo ma il VERO EDUCATORE, non compare e non appare, ma è impeganto a trovare il metodo e la strategia per incuriosire i propri alunni in modo tale da far amare la propria materia.

Una scuola veramente moderna e competitiva dovrebbe liberarsi con forza e convinzione di tutti gli acronimi insignificanti precedentemente citati, puntare prioritariamente sull'educare, utilizzando magari tutte le nuove tecnologie come supporto didattico, anche perchè i ragazzi di oggi sarebbero più stimolati.


Lucio Ficara

lucio.ficara@fastwebnet.it