Istruzione

L'intervento del Ministro Profumo all'ANP

 Agenzia Parlamentare, 2.11.2011

(AGENPARL) - Roma, 02 dic - Trasmettiamo l'intervento che il Ministro dell'Istruzione Profumo ha tenuto questa mattina a Fiuggi al IX Congresso Nazionale dell'ANP dal titolo: "A scuola di responsabilità".

Cari professori,

sono lieto di intervenire al congresso dell’associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola. Cominciamo ora questo importante percorso insieme, e vi assicuro sin d’ora la mia disponibilità a un confronto costante e serio con voi. Sebbene il Paese oggi si trovi in una particolare situazione di difficoltà, sono certo che sia possibile ragionare tutti noi su una nuova fase per la scuola italiana, che pur mantenendo una particolare attenzione sul fronte della spesa, sia però nella direzione del rilancio e dello sviluppo.

Scuola, università e ricerca sono presidi fondamentali, in una prospettiva di medio periodo, per una nazione che voglia garantirsi un futuro solido fatto di sviluppo, ricchezza e conoscenza. In altre parole, per un Paese che voglia restare protagonista nello scenario internazionale, e non spettatore. Sono profondamente convinto che il mio impegno, nella veste di Ministro, debba indirizzarsi proprio verso questo obiettivo di sviluppo, in linea con quanto affermato dal Presidente del Consiglio Mario Monti che in più occasioni, in Parlamento e in Europa, ha ricordato come il rilancio e la promozione del sistema dell’istruzione e della ricerca siano fondamentali per il riscatto del Paese e per garantire un futuro ai nostri giovani, verso i quali abbiamo precise e serie responsabilità. Questa considerazione politica, del resto, è confermata da numerose indagini internazionali, che dimostrano come esista una relazione diretta tra i risultati del rapporto OCSE PISA sugli apprendimenti e il livello di Pil della nazione. Così come da una maggiore qualità dell’apprendimento discendono più mobilità sociale e ricchezza individuale.

E’ mia ferma intenzione prestare attenzione ai risultati dell’attività della scuola, perché da essa dipende la crescita culturale e civile dei nostri giovani. In questa fase, non abbiamo bisogno di scrivere sulla carta nuove riforme, né dobbiamo intraprendere opere di ingegneria istituzionale. Insieme dobbiamo invece consentire alla scuola di sviluppare – nel rispetto dell’autonomia scolastica – le capacità di rispondere con flessibilità e progetti educativi più personalizzati alle esigenze dei nostri studenti, tenendo conto che i mezzi di comunicazione e interazione dei ragazzi sono in continuo mutamento, e dunque una scuola proiettata nel futuro non può limitarsi a un’interazione unica e statica che si estrinsechi nel professore in cattedra e nello studente al banco di fronte.

Un altro tema su cui sarà necessario lavorare insieme è quello della valutazione degli esiti dell’attività scolastica. In tal senso penso che a pratiche di autovalutazione se ne debbano affiancare altre di valutazione, per consentirci di riflettere sulla reale efficacia del lavoro di didattica, e per metterci nelle condizioni di migliorarci. Per ottenere questo risultato sarà importante attuare pienamente l’autonomia scolastica, nel senso di una autonomia responsabile: senza adottare nuove riforme ordinamentali, ma definendo obiettivi chiari, risorse certe e monitoraggio dei risultati. Ciò andrà perseguito superando logiche e pratiche dirigistiche da parte del MIUR, a cui però spetterà il compito di attivare processi di verifica dei livelli di apprendimento, formazione degli insegnanti, sviluppo delle professionalità dei docenti e riconoscimento pieno della dirigenza. In linea con queste riflessioni, credo sarà opportuno pensare a una governance che non identifichi come unici soggetti i dirigenti scolastici e il collegio dei docenti, ma che consenta di individuare e promuovere altre articolazioni dell’organizzazione del lavoro.

Nel corso del mio mandato intendo affrontare un altro punto che reputo molto importante: quello dei tempi e delle modalità di finanziamento delle scuole, per assicurare sin dall’inizio dell’anno risorse certe, tendenzialmente senza vincoli di destinazione, con cui consentire alle scuole di realizzare appieno l’offerta formativa. Sono altresì convinto che sia necessaria una riflessione seria su un argomento di basilare importanza come il reclutamento. Con modalità che garantiscano procedure snelle, trasparenti e definite, per permettere una immissione periodica certa, e dare opportunità concrete ai docenti che escono dai nuovi percorsi di formazione universitaria, senza creare nuovo precariato. Infine, nell’ottica della buona amministrazione – che rappresenta oggi una priorità nel Paese – di fronte a voi mi impegno a chiudere in tempi certi e stretti i concorsi per dirigenti tecnici, che si trascinano ormai da anni, e soprattutto il concorso per dirigenti scolastici, per coprire le oltre 2000 sedi già vacanti.

Ciò detto, a voi tutti auguro buon lavoro.