A SCUOLA DI SARTORIA

Riforme e tagli:
dove vanno i licei italiani?

Pietro Rapini* DIRE GIOVANI, 2.11.2010

Nell’era della globalizzazione, periodi di grandi e veloci trasformazioni, la scuola non rimane indietro. I progressi scientifici, tecnologici e sociali che interessano un’enorme parte della società, coinvolgono anche il settore scolastico. Nuovi metodi e strumenti sono alla base del cambiamento della didattica nelle scuole. Innovative attrezzature come lavagne luminose e interattive, proiettori e computer sono ormai entrate a far parte del sistema scolastico. Non mancano di certo nuovi metodi didattici come brain storming, coperative learning, esperienze di laboratorio, anche se restano punti fissi interrogazioni, compiti in classe e per casa.

Se, però, da una parte è presente l’opportunità di adottare nuovi strumenti, dall’altra c’è l’impossibilità di acquistarli a causa gli scarsi fondi. Il “ridimensionamento” del budget delle scuole, che quest’anno ha raggiunto un apice, è tuttavia l’ultimo dei problemi, perché ciò che oggi preoccupa di più è la riforma che ormai incombe sulle scuole superiori italiane.

La revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei del decreto legge del 25 giugno 2008, convertita in legge il 6 agosto 2008, e non ancora applicata a causa di disguidi tecnici, prevede la riorganizzazione dei licei italiani fermi, al livello organizzativo, a leggi, come suggerisce il ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini, del 1923.

Va detto subito che la “modernizzazione” prevede cambiamenti nell’assetto didattico e nell’orario. Fattori comuni di tutte le modifiche sono infatti la diminuzione delle ore e le confluenze tra più piani di studi.

Sulla nuova riforma che dal prossimo anno scolastico coinvolgerà tutte le scuole superiori italiane si sa ben poco, data le scarsa quantità di notizie rilasciate dai media e dal poco coinvolgimento che ha suscitato nell’opinione pubblica. L’unico gesto di trasparenza è la pubblicazione della bozza della riforma sul sito http://nuovilicei.indire.it/.

La legge, in generale prevede “confluenze” tra più piani di studi all’interno dei licei con stesso indirizzo allo scopo di ridurre ore e sperimentazioni e di conseguenza insegnanti.

La bozza, in particolare sul liceo scientifico, prevede due piani di studio all’interno della scuola. Il primo ricalca il già presente piano “tradizionale” rivisitato nella dislocazione dell’orario e nella quantità di ore, il secondo, invece, denominato Scientifico-tecnologico deriva dalla confluenza dei vari indirizzi con sperimentazioni.
Su questa riforma da più parti sono state espresse perplessità, soprattutto perché sembra che siano pochi quelli che hanno già capito quale sarà la nuova conformazione dei licei. Di una cosa tuttavia si può essere sicuri, e cioè che la riforma mira in fondo a nuovi risparmi. Insomma per il momento la scuola italiana sembra essere l’oggetto di un lavoro di “taglio e cucito”, senza, però, ago e filo. Staremo a vedere.

Pietro Rapini Classe Prima C

Liceo Scientifico Corradino D'Ascanio

Montesilvano