Bilanci delle scuole sempre più in rosso: mobilitazione dei genitori

 di da Legambiente Scuola e Formazione 23.3.2010

Mentre il Ministero vara “riforme” epocali, le scuole sono alle prese con i problemi quotidiani di bilancio legati alla riduzione dei finanziamenti per il funzionamento ordinario e al mancato rimborso dei pesanti debiti accumulati negli anni dallo Stato verso le scuole, per il pagamento delle supplenze.

In molte città continua la protesta dei consigli di istituto e dei genitori per la grave situazione finanziaria in cui versano le scuole, costrette con sempre maggiore frequenza a fare ricorso a consistenti contributi “volontari” delle famiglie, ormai indispensabili per andare avanti.

Tra le più recenti e significative mobilitazioni quella che ha avuto come protagonisti nel Lazio numerosi rappresentanti dei consigli di circolo e istituto, alcune delle associazioni più rappresentative dei genitori (AGE e CGD) e l’ASAL (Associazione Scuole Autonome Lazio) che hanno inviato al MIUR un Appello-denuncia per la tutela del diritto all’istruzione e il funzionamento delle scuole.

 

“Riforma” delle scuole superiori: avanti a tutto caos!

A pochi giorni dalla chiusura delle iscrizioni alle scuole superiori, la “Riforma” di licei, tecnici e professionali continua ad avanzare nella confusione e nella fretta, a causa dei tanti passaggi legislativi e organizzativi che avrebbero avuto bisogno di tempi più adeguati, come sosteneva chi ha chiesto ripetutamente e chiede ancora il rinvio di un anno dell’attuazione dei nuovi regolamenti.

Quello che più preoccupa è il disorientamento delle famiglie e degli studenti che hanno dovuto fare le loro scelte senza possedere un quadro completo e definitivo della situazione e la confusione delle stesse scuole. Per non parlare dei devastanti effetti sugli organici derivanti dall’applicazione dei nuovi modelli orari e curricolari già a partire dal prossimo a.s..

Nell’ultimo incontro tra MIUR e Sindacati del 16 marzo scorso, in cui si è discusso anche dei possibili strumenti per contenere il sicuro aumento dei soprannumerari, sono stati forniti alcuni dati aggiornati sui pensionamenti del prossimo anno: saranno 5.812 Ata e 19.655 docenti. Una quantità inferiore, di circa 15.000 unità, ai posti che spariranno per effetto dei tagli programmati dalla Legge 133/08 – 25.600 docenti e 15.256 Ata.