Scuola

Staffetta istituti romani al Miur:
fermate tagli e riforme

Fino 17 aprile pupazza con toppe ed elemosina di prof e genitori

  ApCOM, 22.3.2010

Le scuole romane continuano la loro contestazione contro i tagli e le riforme del governo: da oggi fino, fino al 17 aprile, giornata dedicata ad una manifestazione cittadina, diversi raggruppamenti di genitori, studenti e docenti, facenti capo a 22 istituti della capitale, si alterneranno di pomeriggio davanti al Miur per formare dei presidi attivi. La particolare staffetta è finalizzata a chiedere lo stop delle riforme della scuola, dei tagli ai finanziamenti pubblici e il pagamento dei debiti pregressi dello Stato verso gli istituti. Il Coordinamento unitario permanente delle scuole primarie e secondarie di Roma, organizzatore dell'iniziativa, annuncia che la protesta avverrà attraverso l'esposizione di una grossa "pupazza con le toppe e le forbici, simbolo della scuola tagliata e povera" e "di due striscioni con su scritti i motivi della protesta". Alcune decine di manifestanti al giorno saranno inoltre impegnati a distribuire volantini, a megafonare le rivendicazioni e a chiedere l'elemosina ai passanti"per raffigurare a tutti come è ridotta l'istruzione in Italia".

Il presidio in viale Trastevere ha avuto inizio già da qualche giorno ed è stato condotto da rappresentanti del liceo scientifico Cavour e del Talete, oltre che del classico Kant. Oggi e domani, dalle 15,30 alle 18,30, sarà la volta dei licei Pasteur, Virgilio e Socrate; mercoledì toccherà ad insegnanti, studenti e famiglie del Morgagni, del Montale, del Keplero e del Crispi. Giovedì entreranno in scena la scuola primaria Iqbal Masih, il commerciale Regina Margherita, il liceo Newton e la scuola media San Benedetto. Venerdì hanno dato l'adesione l'istituto commerciale Guicciardini, il Di Donato e il Manin.

 

Non arrivano nemmeno soldi per supplenti: 10 aprile notte bianca

I motivi della staffetta davanti al Miur sono riassunti nelle parole di Anna Angelucci, del coordinamento delle scuole secondarie di Roma: "prima di tutto contestiamo - spiega Angelucci - la legge 133/08 che prevede un insostenibile taglio alla scuola di 8 miliardi di euro e di 130.00 posti di lavoro nel triennio 2009/11 e la legge 169/08, con l'aumento del numero degli alunni per classe, la reintroduzione del maestro unico, la riduzione del tempo scuola, che sta distruggendo la scuola elementare italiana, considerata nel 2008 dall'Ocse tra le migliori nel mondo".

La rappresentante del coordinamento ricorda anche che "il Miur ha circa un miliardo e mezzo di euro di debiti con le scuole italiane, solo nel Lazio 170 milioni di euro, e non li paga. Mentre non sono cessati i finanziamenti statali alle scuole paritarie dichiarati illeciti dalla Corte Costituzionale con una sentenza del 27/02/2008". Inoltre "nelle scuole, spesso fatiscenti e superaffollate, non vengono rispettati i requisiti minimi di sicurezza". Tra le rivendicazioni anche "il mancato pagamento dei supplenti, dei commissari d'esame, delle spese di pulizia. Oltre il fatto - continua Angelucci - che i dirigenti scolastici hanno dovuto fare anticipi di cassa anche con il contributo volontario versato dalle famiglie, in realtà destinato all'ampliamento dell'offerta formativa dal prossimo anno scolastico, con il riordino della scuola secondaria, il cui iter legislativo è ancora in corso, ci saranno meno ore di scuola per tutti".

Secondo gli autori della protesta ad oltranza, che prevede anche la "notte bianca delle scuole romane", in programma sabato 10 aprile, l'applicazione di tagli e riforme condurrà inevitabilmente verso una scuola pubblica di bassa qualità. Licei e istituti tecnici - sostiene l'esponente dei manifestanti romani - dovranno integrare la loro offerta formativa proponendo attività aggiuntive a pagamento. La scuola statale, garantita dagli artt. 33 e 34 della nostra Costituzione, non esisterà più. Esisterà un regime misto, pubblico-privato, a forte caratterizzazione regionale e locale, antidemocratico, iniquo, foriero di profonda ingiustizia sociale. E' questa la scuola che vogliamo per i nostri figli?".

I promotori della protesta chiedono, infine, la nomina in ruolo dei precari su tutti i posti vacanti, al ritiro del tetto del 30% degli studenti stranieri nelle classi, alla cancellazione dei finanziamenti alle scuole private e al ritiro del pdl Aprea sullo nuovo stato giuridico dei docenti. Per questo facciamo appello a tutte le forze politiche, sindacali, intellettuali - conclude la rappresentante del coordinamento - per fermare il più feroce attacco alla scuola statale della storia dell'Italia repubblicana".