SCUOLA

In Italia 2 mln di Aanalfabeti.
Senza titolo di studio 19% ragazzi

ASCA, 1.6.2010

(ASCA) - Roma, 1 giu - ''L'analfabetismo funzionale in Italia raggiunge i 2 milioni di adulti nella fascia di eta' compresa fra i 46 e i 65 anni. Il 19,3% dei ragazzi fra i 18 e i 24 anni non possiede un titolo di scuola media superiore ne' una qualifica ed e' fuori da ogni circuito formativo. Mentre la media europea si attesta al 14,8%. Nel nostro Paese la partecipazione degli adulti alla formazione e' del 6,3%, nel resto d' Europa del 9,7%; soltanto il 32% delle imprese sopra i 10 dipendenti realizza attivita' formative a fronte del 92% in Gran Bretagna, del 74% in Francia, 79% in Germania, 47 in Spagna, la media europea e' del 60%''.

Questi gli allarmanti dati resi noti ieri da Paolo Sciclone, coordinatore nazionale di Edaforum, durante il convegno conclusivo sull' EdA, il progetto finanziato dalla Regione Lazio e avviato nel gennaio scorso nella Provincia dei Castelli romani, e che rivelano la grave emergenza culturale che sta vivendo l'Italia.

Sciclone, nel sottolineare la necessita' di una normativa adeguata che regoli l'apprendimento permanente degli adulti per recuperare i ritardi maturati nello sviluppo economico, ha ricordato la proposta di legge presentata dalla Cgil su mozione popolare attraverso una raccolta di 130.000 firme e consegnata il 18 gennaio scorso al Presidente della Camera, Gianfranco Fini.

Il meeting sul Lifelong learning, organizzato dal Comune di Frascati e svoltosi nell'aula consiliare del Palazzo Municipale, ha visto alternarsi numerosi ed illustri relatori.

''Il pensiero riflessivo,l'autonomia del sapere e l'educazione degli adulti sono strategie di sviluppo e risorse fondamentali nell'attuale era della conoscenza'', ha dichiarato Aureliana Alberici, presidente della Filiera educativo-formativa della Facolta' di Scienze della Formazione all'Universita' Roma Tre.

Di ritorno da Roweda, in Finlandia, dove ha rappresentato l'Italia al Convegno Internazionale sull'EdA, Alberici ha sottolineato come ''in materia di educazione degli adulti, la dimensione globale sia un bene: piuttosto e' pericolosa - ha detto- quando diviene globalizzata, perche' divide le tecnologie e il sapere, quindi puo' favorire nuove opportunita', ma anche nuove esclusioni. L'apprendimento permanente rappresenta una risorsa strategica per gli individui, per la societa', segnando la qualita' delle politiche sociali ed il livello stesso di civilta', e per lo stesso sviluppo economico''.