Scuola Superiore:
Nuove tabelle per attribuire i crediti

“Esame di Stato 2010: cambiano le tabelle per attribuire i crediti”

Salvatore Di Masi, AetnaNet 10.1.2010

Probabilmente sono stati in pochi a notare che in data 16 dicembre 2009 il MIUR ha emanato il DM n°99 con il quale vengono cambiate le tabelle di attribuzione del credito scolastico. In sintesi, nelle nuove tabelle l'ultima fascia -  quella riguardante gli alunni aventi una media da 8 in su - è stata suddivisa in due nuove fasce di merito: una da 8 a 9 e, l'ultima, da 9 a 10. Con queste nuove tabelle bisognerà riportare necessariamente medie sensibilmente più alte per poter aspirare al punteggio massimo e, quindi, anche alla lode.

Infatti, mentre prima – fino allo scorso anno – per ottenere il massimo del credito scolastico bastava, in genere,  conseguire una media superiore agli otto decimi (tipicamente bastava avere tutti 8 ed almeno una disciplina valutata con 9, condotta compresa), adesso - con queste nuove tabelle - la media è stata alzata perlomeno di un punto netto, cioè per avere il credito massimo bisognerà riportare una media che superi i nove decimi. In altre parole, adesso occorrerà riportare 9/10 in tutte le discipline ed almeno un 10/10 in una di esse (naturalmente, la condotta resta sempre inclusa ) altrimenti… addio credito massimo! Questo cambiamento che, a prima vista, potrebbe sembrare meramente numerico, comporta – almeno secondo me – un cambiamento non da poco da parte dei docenti che hanno a che fare con il triennio delle scuole superiori. Se si vorrà premiare sul serio gli allievi che vengono ritenuti meritevoli, allora da oggi in poi non bisognerà più lesinare voti alti, bisognerà che diventi più ‘normale’ attribuire 9 ed anche qualche 10; insomma occorrerà utilizzare tutto l'intervallo dei voti da 1 a 10 inclusi (e non come abitualmente si è fatto generalmente fino ad oggi, ovvero da 2 fino a 8, con qualche raro 9 o rarissimo 10. Naturalmente tali nuove tabelle entrano da subito in vigore per le attuale terz'ultime classi per andare a regime completo fra due anni, però ciò non toglie il fatto che bisogna che tutti i docenti interessati si devono adeguare fin da subito se non si vuole penalizzare gli studenti più meritevoli e volenterosi.  

Questo è il periodo dell’anno scolastico in cui quasi quotidianamente, docenti e soprattutto gli alunni delle quinte classi delle scuole secondarie superiori, si collegano al sito del MIUR per avere notizie sulle materie che saranno oggetto del prossimo Esame di Stato. A tutt’oggi ancora non ci sono novità per quanto riguarda le discipline che saranno coinvolte nelle prove – scritte ed orali -  dei diversi indirizzi. Anche il sottoscritto, essendo un docente delle scuole superiori con cattedra articolata proprio sul triennio e, quindi, sempre impegnato con una quinta classe, guarda spesso per essere aggiornato sulle ultime novità. È così che ho appreso del citato DM n°99 emanato il 16 dicembre 2009 (periodo sicuramente non ottimale per divulgare informazioni visto che si è in clima di vacanze). Tale decreto comporta un sostanziale cambiamento nei criteri di attribuzione del credito scolastico a partire dalle terz’ultime classi delle superiori dell’anno scolastico in corso per andare completamente a regime fra due anni, ovvero nell’anno scolastico 2011/2012. Per un esame più approfondito si rimanda all’apposita pagina del MIUR ovvero: http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2009/dm99_09.shtml

Esaminando nel dettaglio l’allegato relativo alle nuove tabelle, credo sia interessante riportare qui la  tabella più significativa, cioè quella inerente i candidati interni:

NUOVA TABELLA PER ATTRIBUZIONE
CREDITO SCOLASTICO AI CANDIDATI INTERNI

M = media

3° anno

4° anno

5° anno

M=6

3 - 4

3 - 4

4 - 5

6<M<=7

4 - 5

4 - 5

5 - 6

7<M<=8

5 - 6

5 - 6

6 - 7

8<M<=9

6 - 7

6 - 7

7 – 8

9<M<=10

7 – 8

7 – 8

8 – 9

 

Si nota subito che la novità principale riguarda soltanto gli studenti che raggiungono risultati ottimali, poiché - come si evince dal raffronto con la vecchia tabella che qui, per comodità, vi riporto:

VECCHIA TABELLA PER ATTRIBUZIONE
CREDITO SCOLASTICO AI CANDIDATI INTERNI

M = media

3° anno

4° anno

5° anno

M=6

3 - 4

3 - 4

4 - 5

6<M<=7

4 - 5

4 - 5

5 - 6

7<M<=8

5 - 6

5 - 6

6 - 7

8<M<=10

6 - 8

6 - 8

7 - 9

non cambia nulla nelle prime tre fasce di merito, mentre riguardo l’ultima fascia adesso essa è stata divisa in due ulteriori fasce di merito creando la nuova quinta fascia che va dai 9/10 ai 10/10. 

Come già detto in premessa, tali nuovi criteri riguardano esclusivamente gli alunni più meritevoli che da oggi in poi, a differenza dei loro predecessori, per avere il massimo punteggio nel credito dovranno conseguire una media superiore ai 9/10. Questa semplice constatazione di carattere numerico comporta, però, una serie non indifferente di conseguenze a livello didattico-valutativo.

In primis, da docente direttamente coinvolto, vorrei far notare a tutti i colleghi interessati che, alla luce di tali nuove tabelle, bisogna necessariamente rivedere le proprie scale valutative, occorre mettersi nell’ottica di utilizzare (finalmente) tutti i voti da 1 a 10 compreso, mettendo in atto opportune strategie che consentano agli studenti la concreta possibilità di conseguire il fatidico: 10/10. Altrimenti, rimanendo ancorati ai vecchi metri valutativi, si rischia seriamente di non poter attribuire il massimo credito nessun allievo (o quasi). 

In seconda battuta, da un’analisi più attenta ed approfondita, si nota che, non essendo stato minimamente cambiato il criterio per le fasce medio-basse, di fatto si rischia di penalizzare e, quindi, di demotivare, gli alunni più bravi e volenterosi. Infatti, come caso limite, ad esempio, consideriamo quello di un allievo con una stentata media di 6,0 nel triennio che, con l’aggiunta di un ulteriore credito formativo presentato ogni anno, può raggiungere un totale di ben 13 punti (ovvero: 4+4+5). Al contempo, uno studente che, sempre nel triennio, riporti la media esatta di 9,0 e non presenta alcun ulteriore attestato per l’attribuzione di altro credito formativo, rischia di totalizzare  appena 19 punti (ovvero: 6+6+7). In sintesi, fra un allievo che a stento raggiunge il minimo per poter proseguire gli studi ed uno che riporta con costanza ed impegno la media ragguardevole dei 9/10 potrà verificarsi una differenza di appena 6 miseri punti di scarto in tre anni, cioè appena 2 punti per anno. Naturalmente, questo è un caso limite, ma ribadisco non è impossibile: ed è proprio questo che ci deve far riflettere, da docenti e da genitori. Tale situazione, ripeto non inverosimile, come viene vista (oltre che vissuta in prima persona) dallo studente che ha sempre studiato con costanza ed impegno per ottenere il massimo possibile? A mio avviso, questo nuovo modo di attribuire il credito rischia di demotivare fortemente i già pochi studenti veramente meritevoli, poiché vedrebbero vanificati i loro sforzi e sacrifici per ottenere il giusto riconoscimento se, come accennato sopra, a questa nuova situazione non viene abbinata una nuova metodologia di valutazione che vede direttamente coinvolti i docenti del triennio (e non solo).

Questo articolo, oltre a voler informare docenti e studenti (e relative famiglie) interessati, vuole essere anche lo spunto per riflettere ed anche dibattere nelle varie istituzioni scolastiche sull’argomento per tirar fuori delle proposte alternative ed integrative che riescano a premiare in modo più giusto e condiviso tenendo a cuore il miglioramento della qualità della scuola italiana.

Salvatore Di Masi
sal.dimasi@tiscali.it