Scuola

Riforma superiori,
imminente parere commissione Cultura

Durante prime sedute si discuterà anche su scarsi fondi istituti

  ApCOM, 11.1.2010

Roma, 11 gen. (Apcom) - L'approvazione definitiva della riforma della scuola potrebbe essere questione di giorni: domani, dopo la pausa delle festività natalizie, riprendono i lavori della commissione Cultura della Camera, e all'ordine del giorno delle prime sedute vi è proprio l'esame dei tre schemi di regolamento per la riforma del secondo ciclo già approvato dal Cdm e su cui nei mesi scorsi si sono espressi, in successione presentando non poche criticità (comunque non vincolanti), Cnpi, sindacati, associazioni, conferenza delle Regioni e Consiglio di Stato.

Nei giorni scorsi il presidente della commissione Cultura, Valentina Aprea (Pdl), ha dichiarato che vi sono buone possibilità che l'approvazione finale dei rinnovati licei, tecnici e professionali possa avvenire già nel mese di gennaio. Da fonti interne alla Camera pare che se non subentreranno sorprese il parere sui regolamenti potrebbe arrivare già nella riunione di dopodomani, il 13 gennaio. Che rappresenterebbe, in pratica, il via libera all'approvazione finale del discusso testo di riforma.

In ogni caso, dal ministero è già stato fatto slittare a fine marzo il termine delle iscrizioni a questo genere di istituti. Qualora l'approvazione dell'aula dovesse arrivare per fine gennaio, servirà infatti almeno un altro mese per attendere la firma del Capo dello Stato e la pubblicazione del testo in gazzetta ufficiale.

Durante le sedute dei prossimi giorni, i componenti della commissione Cultura saranno chiamati anche a rispondere ad alcune interrogazioni del Pd sulla situazione finanziaria delle scuole: in particolare per il perdurante stato debitorio dello Stato nei confronti degli oltre 10.450 istituti (oltre un miliardo di euro complessivi per i mancati finanziamenti degli anni passati) a proposito del quale non vi sono stati riferimenti nella finanziaria 2010.

A preoccupare gli istituti è anche la scarsità di fondi per il funzionamento quotidiano, che ha riflessi negativi per l'acquisto di beni di prima necessità scolastica (carta igienica e per fotocopie, gessetti, toner per stampanti, ecc.) ed in certi casi anche sull'accesso alle mense.

A tal proposito, in alcune scuole le proteste cominciano ad essere particolarmente vistose: all'interno di un istituto di Calolziocorte (Lecco), un docente, Ruggero Meles, per protestare contro la richiesta di pagamento del pasto da parte del Comune, ha avviato da qualche giorno lo sciopero della fame.