Secondaria.
Tre nodi da sciogliere

da TuttoscuolaNews N. 426, 1 febbraio 2010

Sembra difficile che il Consiglio dei ministri possa varare la versione definitiva dei tormentati nuovi Regolamenti dell’istruzione secondaria superiore entro questa settimana.

Al Ministero si lavora freneticamente per introdurre le non poche modifiche chieste dal Consiglio di Stato e suggerite dalle commissioni Cultura di Camera e Senato (alcune in forma di “condizioni” per il parere favorevole).

I nodi da sciogliere sono tre: giuridico, economico e ordinamentale. Il nodo giuridico è soprattutto quello sollevato dal Consiglio di Stato, che ha chiesto di togliere dai Regolamenti le modifiche alla composizione degli organi di governo della scuola (in particolare del Collegio dei docenti), e di utilizzare invece nuovi regolamenti per l’adozione delle Indicazioni nazionali, delle classi di concorso e degli indicatori per la valutazione e l’autovalutazione. A quanto pare il Ministero sarebbe orientato ad accogliere la prima richiesta trasformando l’obbligo per le scuole di istituire i Dipartimenti e i Comitati in una facoltà, mentre respingerebbe la seconda richiesta perché implicherebbe di fatto il rinvio delle riforma di almeno un anno (salvo complicazioni).

Il nodo economico è quello derivante dall’invito unanime delle Commissioni ad applicare la riforma solo a partire dal primo anno. Per evitare di incorrere nelle ire (e nel taglio da clausola di salvaguardia) del Ministero dell’economia il MIUR deve però cercare di “risparmiare” anche sugli anni successivi al primo. Circola l’ipotesi di ridurre da subito a non più di 33-34 ore settimanali l’orario degli istituti che attualmente ne hanno di più: 35, 36 e anche oltre.

Il terzo nodo è quello ordinamentale, ma sembra il meno intricato, perché le richieste delle Commissioni vanno in sostanza in direzione del ripristino di alcuni indirizzi o della sub-articolazione di altri, in un’ottica di maggiore continuità con i precedenti ordinamenti, e praticamente senza costi.