Dieci anni di Ecosistema Scuola.
Molti nodi irrisolti

Legambiente presenta la sua ricerca annuale sulla qualità dell’edilizia scolastica

 da Legambiente 24.2.2010

40% delle scuole senza strutture per lo sport, ancora il 5% gli edifici scolastici in affitto, finanziamenti a singhiozzo, sicurezza, amianto, energie rinnovabili e anagrafe: questa la mappa dei problemi

Buone pratiche di sostenibilità, raccolta differenziata all’86% e illuminazione a basso consumo nel 50% degli istituti

Prato, Parma e Biella in testa alla graduatoria del livello di qualità dell’edilizia scolastica 

Ecosistema Scuola, la ricerca annuale di Legambiente sull'edilizia scolastica nel nostro Paese, compie dieci anni. Che cosa è cambiato rispetto al 2001? L’indagine - presentata oggi a Napoli in occasione del convegno Per un’edilizia scolastica di qualità, organizzato dall’associazione ambientalista per fare il punto sulle politiche del settore - fotografa pochi passi avanti e molte situazioni di stallo. A cominciare dall’età avanzata di buona parte dei 42.000 edifici scolastici italiani e della conseguente necessità di investimenti in manutenzione straordinaria, dal mancato completamento dell’Anagrafe scolastica a 14 anni dal suo avvio e dall’assenza di programmazione. Dieci anni di Ecosistema Scuola restituiscono, inoltre, un divario costante nella qualità dell’edilizia scolastica di Nord, Centro, Sud e Isole.

All’indagine, che analizza i dati forniti dai Comuni capoluogo di Provincia sulla qualità delle strutture e dei servizi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, hanno risposto 95 dei 103 Comuni interpellati. I dati, raccolti tramite questionario, sono relativi all’anno 2008.

“E’ stata accolta la costituzione di parte civile di Legambiente nel processo di Rivoli per il crollo del controsoffitto del liceo Darwin - dichiara Vanessa Pallucchi, responsabile Legambiente Scuola e Formazione -. Un riconoscimento dell’impegno profuso dall’associazione con il decennale monitoraggio di Ecosistema Scuola e del costante lavoro di stimolo alle amministrazioni a prestare forte attenzione alle politiche sull’edilizia scolastica”.

I principali miglioramenti evidenziati dal rapporto sono frutto di buone pratiche nel campo della sostenibilità, come la raccolta differenziata della carta che l’86,92% delle amministrazioni dichiara di praticare, a fronte del 39,16% del 2001. Quasi il 50% degli edifici impiega fonti di illuminazione a basso consumo (nel 2005 erano il 37%) mentre circa il 25% degli edifici utilizza altre forme di risparmio energetico (dato triplicato rispetto al 2005). Decisamente più timidi gli interventi strutturali relativi all’utilizzo di criteri di bioedilizia per la costruzione di nuove scuole (0,34%) e di fonti di energia rinnovabile, con una media delle scuole che possiedono questo tipo di infrastruttura ferma da 5 anni intorno al 6%, dato paradossale considerati gli sviluppi del settore. Buono il dato sull’adeguamento degli edifici alle norme in materia di accessibilità: è in possesso dei requisiti il 76,59% delle scuole mentre il 13,29% ha già programmato interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Tra le criticità pesa, innanzitutto, la necessità di investimenti molto ingenti in manutenzione straordinaria. Quasi il 50% degli edifici è stato sottoposto, infatti, a interventi di manutenzione straordinaria negli ultimi cinque anni ma ancora più del 30% necessita di interventi di manutenzione urgenti. Ammontano a 270.840.366 € gli investimenti per la manutenzione straordinaria: una media nazionale per edificio di 42.491 €. Forti le differenziazioni fra le realtà territoriali; valori di eccellenza (per la manutenzione sia ordinaria sia straordinaria) in Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte e Toscana, mentre al Sud è significativo l’investimento della Sicilia ma per la sola manutenzione straordinaria.

Complessivamente il 60% degli edifici scolastici è antecedente al 1974. Quasi il 50% del patrimonio edilizio del Sud risale, però, a dopo il 1974 e nelle Isole il 53% (di cui quasi un 23% costruito fra il 1990 e il 2008). Al Centro poco più del 42% delle scuole sono state costruite dopo il 1974 e al Nord circa il 31% sono nate dal 1974 al 2008. Eppure, le amministrazioni del Sud e delle Isole dichiarano la necessità di interventi di manutenzione urgenti rispettivamente per il 47,28% e per il 40,75% degli edifici scolastici, a fronte del 21,04% del Nord e del 26,42% Centro, a dimostrazione, probabilmente, che l’edilizia di ultima generazione presenta più fragilità e più necessità di manutenzione continua. A fare la differenza, un diverso approccio politico-amministrativo nella gestione complessiva dell’edilizia scolastica, come dimostrano le somme investite nella manutenzione straordinaria: con le regioni del Nord che investono una media di 56.064 € per edificio e quelle del Sud che ne investono 18.134. Rimane, inoltre, sostanzialmente invariato negli ultimi dieci anni il numero complessivo di edifici scolastici in affitto, sempre intorno al 5%: un indicatore di spreco nella gestione delle risorse e di edifici nati spesso con altre funzioni (conventi, abitazioni, caserme).

Scendendo nel dettaglio dei parametri adottati dalla ricerca, una delle inadeguatezze strutturali più allarmanti è l'assenza di strutture per lo sport che, oggi come nel 2001, non sono presenti in più del 40% delle nostre scuole. Anche sul fronte dei servizi, cambiano alcune condizioni a causa dell'impoverimento delle risorse trasferite ai Comuni, come il servizio di scuolabus che passa dal 70% del 2001 al 35%, con chiare ricadute negative sulla qualità della mobilità urbana. Continuano a rimanere incomplete le risposte dedicate al rischio ambientale, a riprova della mancata cura delle rilevazioni ambientali piuttosto che dell’assenza di problemi. Da sottolineare il dato sulla vicinanza degli edifici scolastici alle industrie: sono situate a meno di un km dalle industrie ancora il 7,24% delle strutture, a testimonianza della mancata delocalizzazione delle scuole dalle aree a rischio quali sono quelle industriali. Tra le note dolenti anche il deciso calo delle azioni di bonifica dall’amianto, realizzate solo nel 4,13% degli edifici rispetto all’8,64% del 2006, e dei casi certificati di amianto (dal 10,28% del 2006 al 5,53% del 2009) dovuto in parte alle verifiche già eseguite, in parte all’assenza di nuovi controlli, infatti è ancora alto il numero di Comuni che non rispondono nulla.

Anche quest’anno, com’è tradizione, il Centro Nord si conferma in testa alla graduatoria, stilata da Legambiente, del livello di qualità dell’edilizia scolastica delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado.  Confermata la Toscana che con Prato (1°) e Livorno (7°) da diversi anni apre la classifica con due città tra le prime dieci, così come l’Emilia Romagna, con Parma (2°) e Modena (6°), e il Piemonte, con Biella (3°) e Asti (6°). La prima città del Sud è Benevento, che sta al 21°posto, seguita da Lecce, che per alcuni anni è stata fra le prime dieci in classifica, slittata al 34° posto. La situazione non è molto cambiata rispetto alla prima edizione di Ecosistema Scuola, dove la prima città del Sud in graduatoria era Caserta al 25°posto, seguita a due posizioni di distanza da Reggio Calabria.

Nel divario Nord Sud, rimangono sostanziali differenze per quanto riguarda le certificazioni, con dati preoccupanti sull’assenza di alcuni tipi di certificazione in territori di particolare vulnerabilità ambientale come quelli dichiarati a rischio sismico. Nelle regioni del centro Italia (le due macro aree dichiarate più sensibili) il 73,5% delle scuole è a rischio sismico: il 51,35% di loro possiede il certificato di idoneità statica e il 98,22% fa le prove di evacuazione. Nelle regioni del Sud Italia il 65,09% delle scuole è dichiarato a rischio sismico, ma solo l’11,76% possiede il certificato di collaudo statico e solo il 62,5% fa le prove di evacuazione.

“Lo scorso anno per far fronte a questa criticità - conclude il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza - è stato previsto dal Governo un piano di investimenti articolato in 20 milioni di euro annui tratti dai risparmi delle cosiddette ‘spese della politica’, ma di cui ancora non si è avuto riscontro. Inoltre, abbiamo interpretato come un buon segnale d'impegno da parte del Governo la delibera Cipe che un anno fa ha stanziato un miliardo di euro, poi ridotti a 773 milioni a seguito della parte destinata alle scuola abruzzesi dopo il terremoto, ma che purtroppo, ad oggi, ancora non  sono stati trasferiti agli enti locali per una concreta ricaduta negli interventi territoriali. Non si può pensare di riqualificare il nostro patrimonio edilizio scolastico senza un serio piano nazionale d'investimenti”.

L’ufficio stampa Legambiente 06 86268399 - 76 - 53

 

I parametri della ricerca

Anagrafica e informazioni generali degli edifici:

- Anno di realizzazione

- Destinazione d’uso originaria

- Presenza di spazi per le attività sportive

- Presenza di aree verdi

- Necessità d’interventi di manutenzione

- Investimenti per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici

- Certificazioni

- Elementi strutturali

Servizi messi a disposizione delle istituzioni scolastiche e avvio di pratiche ecocompatibili:

- Disponibilità di servizio scuolabus

- Introduzione di pasti biologici nelle mense scolastiche

- Promozione della raccolta differenziata dei rifiuti

- Utilizzo di fonti d’illuminazione a basso consumo energetico

- Utilizzo di fonti d’energia rinnovabile o altre forme di risparmio energetico

Situazioni di rischio:

- Presenza di fonti d’inquinamento interno (amianto, radon)

- Presenza di fonti d’inquinamento esterno (atmosferico, elettromagnetico, acustico, pericolo incendi ed esplosioni).

Raccolta differenziata

Anno
2005*

Anno
2006*

Anno
2007*

Anno
2008*

Anno
2009*

Plastica

37,45%

41,33%

53,86%

62,93%

70,26%

Vetro

28,32%

36,62%

47,63%

51,37%

56,92%

Alluminio

19,9%

27,00%

36,39%

37,49%

48,83%

Organico

26,76%

38,06%

42,43%

43,91%

56,21%

Pile

28,14%

40,88%

38,72%

47,23%

45,71%

Carta

58,13%

61,38%

72,27%

93,58%

86,92%

Toner

27,24%

28,86%

38,59%

39,01%

45,20%

Altro

5,93%

2,40%

4,84%

9,10%

4,31%

* Anno di raccolta dati

 

 

Risparmio energetico

Anno 2005*

Anno 2006*

Anno 2007*

Anno
2008*

Anno 2009*

Fonti di illuminazione a basso consumo

37,14%

46,50%

44,19%

51,48%

49,31%

Fonti di energia rinnovabile

4,07%

3,98%

7,45%

6,75%

6,34%

Altre forme di risparmio energetico

7,56%

7,06%

16,49%

24,44%

25,01%

* Anno di raccolta dati

 

 

Certificazioni

Anno
2005*

Anno
2006*

Anno
2007*

Anno
2008*

Anno
2009*

Certificato di collaudo statico

 

 

 

 

46,86%

Certificato idoneità statica

 

 

 

 

56,00%

Certificato di agibilità

63,35%

62,21%

58,64%

70,33%

54,52%

Certificato agibilità igienico - sanitaria

61,75%

73,97%

71,14%

80,07%

72,29%

Certificato prevenzione incendi

26,44%

34,08%

52,19%

43,71%

43,10%

Scale di sicurezza

48,2%

45,76%

54,72%

56,72%

48,82%

Porte antipanico

73,89%

88,85%

85,10%

91,55%

90,07%

Prove di evacuazione

75,3%

89,21%

79,96%

95,03%

95,37%

Impianti elettrici a norma

69,93%

86,13%

85,61%

89,57%

81,91%

* Anno di raccolta dati

 

 

Graduatoria delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado secondo il livello di qualità dell'edilizia scolastica

Posizione

Comune

costr-Punt%

 

 

1

PRATO

91,85

 

48

RIETI

41,12

2

PARMA

89,63

 

49

RAGUSA

40,18

3

BIELLA

82,52

 

50

MASSA

39,96

4

TRENTO

80,18

 

51

VERONA

39,96

5

MODENA

77,62

 

52

PERUGIA

39,48

6

ASTI

76,85

 

53

NOVARA

38,97

7

LIVORNO

76,38

 

54

POTENZA

37,45

8

TERNI

76,03

 

55

PESCARA

36,82

9

PORDENONE

73,42

 

56

CATANZARO

36,79

10

FROSINONE

71,43

 

57

PADOVA

35,86

11

BRESCIA

70,89

 

58

CHIETI

35,72

12

ALESSANDRIA

70,89

 

59

PESARO

35,47

13

PIACENZA

68,91

 

60

REGGIO CALABRIA

35,31

14

MANTOVA

67,16

 

61

PALERMO

34,72

15

VERBANIA

67,16

 

62

BELLUNO

33,21

16

FIRENZE

67,05

 

63

SALERNO

32,68

17

LECCO

66,52

 

64

ISERNIA

32,35

18

REGGIO EMILIA

66,37

 

65

LATINA

29,17

19

ROVIGO

66,31

 

66

AVELLINO

27,64

20

RAVENNA

64,73

 

67

ENNA

26,57

21

BENEVENTO

64,48

 

68

COSENZA

24,32

22

UDINE

64,37

 

69

FOGGIA

22,68

23

MACERATA

63,89

 

70

AGRIGENTO

21,93

24

ROMA

63,68

 

71

TARANTO

21,41

25

FORLI'

63,51

 

72

TRIESTE

21,21

26

GORIZIA

63,13

 

73

VITERBO

20,97

27

RIMINI

62,40

 

74

TERAMO

20,93

28

SIENA

61,07

 

75

VICENZA

20,23

29

VERCELLI

60,10

 

76

CASERTA

17,48

30

AREZZO

58,99

 

77

ASCOLI PICENO

15,68

31

SONDRIO

57,63

 

78

GROSSETO

15,56

32

CREMONA

57,25

 

79

TRAPANI

15,02

33

LA SPEZIA

57,22

 

80

SASSARI

11,90

34

LECCE

55,53

 

81

MATERA

11,88

35

MILANO

52,75

 

82

GENOVA

11,20

36

TREVISO

51,47

 

83

PAVIA

10,72

37

IMPERIA

51,07

 

84

ORISTANO

9,82

38

PISA

50,81

 

85

BARI

7,56

39

PISTOIA

50,69

 

86

VIBO VALENTIA

5,61

40

CUNEO

49,94

 

87

CAMPOBASSO

4,34

41

BOLZANO

49,26

 

88

MESSINA

4,09

42

CALTANISSETTA

49,22

 

89

CROTONE

3,85

43

TORINO

46,06

 

BOCCIATI

Non hanno inviato alcun dato

44

NAPOLI

45,91

 

ANCONA, AOSTA, BERGAMO, COMO, SAVONA, SIRACUSA, VENEZIA

45

BOLOGNA

45,46

 

46

CAGLIARI

42,77

 

Dati incompleti:
Brindisi, Catania, Ferrara, Lucca, Nuoro, Varese

47

LODI

42,40

 

ANNOTAZIONE: A L’Aquila non sono stati richiesti dati.

 

punto elenco

Ecosistema Scuola 2010. Il Rapporto di Legambiente.