Centralità della “Theoria” (con l’acca).
A proposito di Riordino dei Licei

di Antonio Valentino, ScuolaOggi 16.3.2009

Quello dei Licei è l’unico sottosistema dell’Istruzione superiore che, nell’operazione “Riordino”, presenta tutte le carte in regole. Ciò si spiega col fatto che viene riproposto con poche (ma significative) varianti il DL.vo 226/2005, con i relativi allegati, che traduce la Riforma Moratti sul versante delle Superiori.

Mancano all’appello - del Decreto citato - le parti relative al Liceo economico e al Liceo tecnologico, “delicealizzati” dall’operazione di scorporo del governo Prodi (che ha restituito al sistema di Istruzione anche gli Istituti professionali).

L’area liceale risulta pertanto costituita dagli inossidabili Liceo Classico (LC), Liceo Scientifico (LS), Liceo delle Scienze umane (LSU: il vecchio Magistrale, solo rispolverato), più Liceo Linguistico (LL), Liceo Artistico (con tre Indirizzi) e Liceo Musicale-coreutico (con due Sezioni).

L’orario settimanale per gli insegnamenti obbligatori per tutti dei LC, LS, LSU e LL è di 30 ore; varia invece per l’Artistico (34-35 ore) e per il Musicale-coreutico (32).

Viene riproposta, per tutti e in toto, la filosofia del vecchio “226” che assegna ai percorsi dei licei “il fine specifico” della “Theoria” (testuale); con l’acca, per non creare confusioni.

In quasi tutti si studia Latino, Filosofia e Storia dell’arte.


Rispetto all’impianto della Riforma Moratti (che prevedeva, per i vari indirizzi, a. insegnamenti obbligatori per tutti, b. discipline obbligatorie a scelta, c. insegnamenti facoltativi), il Riordino della Gelmini prevede sia per i Licei “storici” che per il Linguistico e il Musicale-coreutico (diverso è l’impianto dell’ Artistico):

- Insegnamenti obbligatori per tutti, per 30 ore, con un numero di materie che va, a gradire, da un minimo di 14 a un massimo di 15 (quando uno dice: la cultura!);

- Insegnamenti opzionali – da individuare tra quattro materie, variabili da indirizzo a indirizzo -, “attivabili” (sic) in base alla richiesta di famiglie e studenti e in ragione degli organici assegnati alla scuola (in ogni caso entro il 20% dell’orario complessivo: cioè fino a 6 ore, se gli organici lo consentono. La Relazione illustrativa parla di “rispetto delle compatibilità di finanza pubblica”). Tra gli insegnamenti “attivabili”, quello che ricorre più frequentemente è “Elementi di Diritto ed economia”, che, quindi, scompare quasi dappertutto come insegnamento obbligatorio comune (per una scelta che, da chi è vissuto nella prima metà del secolo scorso, potrebbe essere definita, senza tanti sforzi, di sapiente modernità);

- Insegnamenti facoltativi “attivabili” a richiesta, ma solo se il budget di scuola lo consente (cioè, se i contributi degli studenti riescono a farvi fronte).


Comunque, se Dirigente Scolastico e Genitori influenti si mettono di buzzo buono, il numero di materie, per i ragazzi più volenterosi e resistenti, può addirittura avvicinarsi anche alle 20 unità. In omaggio all’essenzialità e funzionalità dei percorsi scolastici (Immaginatevi in questi casi i Cdc).
L’”attivabilità” degli insegnamenti opzionali è interessante soprattutto perché dà sostanza alla logica dell’”offerta formativa discrezionale” (OFD, prossimo acronimo ministeriale): se ‘gli attivabili’ ‘si attivano’ - perché richiesti e perché ci sono i docenti -, diventano obbligatori; se non si attivano, pazienza, sarà per quando sarà (Non entro nel merito se ciò sia giusto o sbagliato. E’ comunque “creativo”. E quindi coerente con lo spirito italico. Non basta?).
In compenso, sin dal primo anno dei Licei “storici” (non solo quindi nel Classico, che è già un’enormità), il Latino è presente con numero di ore che arriva fino a cinque.
Tra le scelte più vivide e penetranti in tema di “mostruosità” pedagogico-didattiche (absit iniuria…), vanno poi citate almeno le seguenti:

• gli insegnamenti di un’ora settimanale (Storia dell’arte e Musica) in alcuni indirizzi: consideratene l’efficacia, senza rabbrividire;

• l’insegnamento di Scienze: in considerazione dei risultati pessimi dell’indagine OCSE- PISA e dei pronunciamenti conseguenti (innalzare la formazione scientifica dei nostri giovani), non solo presenta più o meno lo stesso numero di ore rispetto all’attuale quadro orario, ma viene riproposto negli stessi termini di sempre. La nozione di “Scienze integrate” infatti, che pure troviamo nel riordino dei Tecnici e dei Professionali, a seguito di sperimentazione con buoni esiti dovunque, qui scompare perché evidentemente considerata troppo eversiva.

Tra le cose più preziose ci sono anche i già citati “elementi di informatica” (aggregati a Matematica), indicati fuori quadro orario, praticamente a piè pagina. A significare la modernità liceale che avanza.

L’Inglese, che con le sperimentazioni ha acquisito ormai una collocazione sicura anche nei LC, LS e LSU, non ce l’hanno fatta a eliminarlo Ma siccome il decreto non verrà varato prima di giugno – si dice –, si fa sempre in tempo. Pensarci.

Interessanti la lettura dei programmi. Che si pensava superati con la riforma dell’autonomia e che invece vengono riproposti con una minuziosità che neanche il Talmud. E con una attenzione pedagogico didattica che neanche i curricoli di ispirazione piagettiana o “alla Morin”, qua e là tentati nella migliori scuole europee.
Una chicca va citata per tutte. Nel “programma” di Latino del Classico e dello Scientifico per le classi quinte, si può leggere identica, in cima a tutte, la seguente indicazione: “Ricapitolazione della sintassi. Approfondimenti di retorica e stilistica”. E ciò nella previsione che gli insegnanti, per opportunismo o sbadataggine (li conosciamo bene), la ricapitolazione la dimenticassero. E che, al riguardo, gli studenti nicchiassero (conosciamo anche loro). Quando uno dice: l’autonomia. E la “considerazione”.

Comunque, se si guardano i tre Regolamenti resi pubblici, l’unitarietà del sistema la si coglie immediately: prima che l’eleganza in Calderoli.

Quanto al Decreto per l’innalzamento dell’obbligo (richiamato, per quanto in modo sghembo negli altri due Regolamenti) qui non viene neanche citato. Come a dire: le competenze di cittadinanza (“Raccomandazioni”, tra l’altro, dell’UE), previste come obiettivi comuni a tutti i bienni della secondaria superiore (DM 139/07, ancora in vigore) sono stranezze d’altre stagioni. E l’”equivalenza formativa” delle giovani generazioni, una ubbia da Carta Costituzionale.

Comunque, chi, per una qualche ragione, si perdesse nel prossimo weekend opportunità di svago e d’allegria già programmate, può rifarsi leggendosi i vari documenti qui considerati. Ne potrebbe trarre godimento. Purché abbia però fegato sano e spirito leggero.