Confesso,
non abbiamo bocciato nessuno

di Aluisi Tosolini, Pavone Risorse 15.7.2009

Ho appena finito gli esami di stato in un istituto tecnico della caldissima pianura padana assaltata da cattivissime zanzare tigre.
Devo confessarlo: la commissione con cui ho lavorato non ha bocciato nessuno. Eppure ha fatto le cose molto seriamente: ha analizzato il documento del 15 maggio, ha corretto i compiti scritti tenendo presente ciò che gli studenti avevano effettivamente fatto nel corso degli ultimi anni (per spiegarci: non può mica essere colpa loro se una parte del programma non è stato svolto da un docente !!), ha messo a proprio agio i ragazzi del corso del colloquio cercando di capire la loro “maturità”, la loro capacità di connettere pezzi di sapere e competenze tipiche del loro profilo d’uscita.

Abbiamo fissato criteri di valutazione per ogni passaggio (correzione dei tre scritti, colloquio, bonus dei 5 punti) e ci siamo confrontati ampiamente fra noi prima di assegnare ogni voto.

Ed è andata a finire che non abbiamo bocciato nessuno. E a nessuno abbiamo dato 100 (per i motivi che spiegherò fra poco).

Certo, leggendo i giornali di questi giorni (il 14 luglio, ad esempio, Il Corriere della Sera apriva proprio sull’aumento delle bocciature cui dedicava anche le pagine 2 e 3), ho quasi la sensazione di dovermi sentire in colpa per non aver bocciato nessuno.

Maledizione, al solito abbiamo sbagliato tutto, anche se, a nostra discolpa, posso solo dire che il consiglio di classe aveva non ammesso diversi candidati agli esami di stato facendo quindi selezione prima dell’esame stesso.

Sul tema dell’aumento dei bocciati ho scritto su Pavonerisorse poco tempo fa e non aggiungo altro.

Mi piace invece soffermarmi qui su un aspetto tecnico molto particolare ma anche molto significativo.

 

Se le regole cambiano a pezzi ….

Uno degli aspetti su cui si è dibattuto, oltre all’aumento dei bocciati (3000 in più, ma occorrerebbe vedere quanti di questi sono privatisti…), è stata la distribuzione dei voti finali.

Sono infatti diminuiti i 100 e lode ma anche la fascia di voti oltre i 90 si è ristretta.
Lecito chiedersi perché: forse per un impeto di cattivismo dei docenti?

No, non è per questo. O almeno non solo per questo. Il vero motivo sta invece in un aspetto tecnico che cerco di spiegare rapidamente.

Come è noto in questo esame di stato è giunto a compimento il diverso peso numerico delle diverse prove d’esame rispetto al voto complessivo.

Il credito scolastico (che segnala l’andamento degli ultimi tre anni) è così passato da 20 a 25 mentre il peso del colloquio è diminuito da 35 a 30 rimanendo invariato il voto complessivo degli scritti (45 totale con max 15 per ogni scritto).

Il voto finale è così frutto della sommatoria dei 3 diversi elementi: credito scolastico + scritti + colloquio.

La commissione, a certe condizioni, può aggiungere sino ad un max di 5 punti di “bonus” in base a criteri definiti.  Si tratta in sostanza di premiare con un piccolo bonus qualche studente che è andato sempre bene, che è davvero bravo ma che, ad esempio, ha perso un punto negli scritti e sarebbe promosso con un 99/100 che in realtà non rende ragione della sua preparazione complessiva e del suo percorso.

La cosa ridicola è che quando anni fa è stato deciso di cambiare il peso numerico dei diversi elementi dell’esame ci si è dimenticati di adeguare alla stessa logica la regola che governa il bonus dei 5 punti.

La Circolare Ministeriale n. 40/2009, ovvero la circolare che detta le “istruzioni e modalità organizzative ed operative per lo svolgimento degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado nelle scuole statali e non statali. Anno scolastico 2008/2009”, ripropone, per il bonus, le regole degli anni scorsi (comma 15 dell’articolo 12):

L'eventuale integrazione del punteggio complessivo conseguito, fino ad un massimo  di 5 punti, per quei candidati che abbiano conseguito un credito scolastico di almeno 15 punti ed un risultato complessivo nelle prove di esame pari almeno a 70 punti, è effettuata al momento della valutazione finale per ciascuna commissione, sulla base di criteri precedentemente stabiliti, secondo l'art. 13, comma 11 e con una congrua motivazione da acquisire al verbale. Le modalità da seguire sono quelle previste dalla presente ordinanza agli articoli 15, comma 7, 16, comma 6, 16, comma 9 per la valutazione delle prove scritte e del colloquio.

 

E qui casca l’asino!

Per aver diritto al bonus bisogna avere un credito di 15 punti e almeno 70 punti nella somma di scritti ed orale, come accadeva quando il punteggio max per il credito scolastico era 20 ed il massimo delle prove era 15+15+15+35= 80.

Peccato che con le nuove regole almeno 15 di credito su 25 ce l’abbiamo praticamente tutti (poiché 15 su 25 è sostanzialmente la sufficienza) mentre è più difficile avere 70 tra scritti ed orale poiché il punteggio massimo a disposizione non è più 80 ma 75.

E così le persone che possono ambire al bonus diminuiscono drasticamente. E di conseguenza diminuiscono drasticamente anche i voti superiori ad 85 punti.

E non si tratta di meritocrazia, anzi, del contrario, visto che il vincolo per accedere al bonus è un credito scolastico che identifica una scarna sufficienza.

Insomma, uno dei motivi per cui i voti sono più bassi è solo la distrazione di chi fa le regole…..