SCUOLA

Precari, in corso presidio
anti-tagli a Montecitorio

Tra i manifestanti sindacati, associazioni ed opposizione

  ApCOM, 15.7.2009

Davanti a palazzo Montecitorio l'annunciata manifestazione dei precari della scuola che protestano contro i tagli agli organici fissati dal governo e le riforme in atto su tutti i cicli scolastici: assieme ad un migliaio di insegnanti e personale non docente sono presenti diversi sindacati della scuola (Flc-Cgil, Cobas, Gilda, Usi, Cip), associazioni (coordinamento Precari della scuola, coordinamento Genitori democratici, coordinamento 'Non rubateci il futuro') e partiti politici. In piazza sono scesi diversi rappresentanti della sinistra: tra questi Antonio Di Pietro (Italia dei valori), Vincenzo Vita (Pd), Paolo Cento e Franco Giordano (Sinistra e libertà), Piergiorgio Bergonzi (Comunisti italiani).

Il presidio si sta svolgendo attraverso una serie di brevi comizi tenuti dal personale scolastico precario, ma anche dagli stessi politici. Poco fa il senatore Di Pietro ha preso la parola sostenendo che "questa semplice protesta non può bastare: faremo di tutto in Parlamento per ostacolare un piano di tagli che avrà moltissime ripercussioni su decine di migliaia di insegnanti e sulle loro famiglie. Tutto questo avviene - ha continuato Di Pietro - mentre questo governo sta portando avanti leggi solo per i propri interessi: proprio questa mattina stanno approvando il condono fiscale che favorirà esclusivamente determinate famiglie come quella Agnelli e Berlusconi". Molti gli striscioni e cartelli che i precari della scuola hanno portato davanti al Parlamento: "Sfiniti dalla precarietà", "Aprea, mors tua vita mea", "La curia assume docenti: che se li paghi...", "Saremo disoccupati", "Fuori tutto, si svende la scuola pubblica".

Mentre prosegue il presidio, presso la VII commissione Cultura al Senato il Pd sta presentando una mozione in difesa della scuola pubblica: a presentarla è il capogruppo del Pd Manuela Ghizzoni. "Questa mozione - ha detto il capogruppo prima di lasciare la piazza - intende portare al governo le ragioni di una petizione popolare in difesa di una scuola più sicura, sia a livello di strutture sia di didattica, che per difendere la dignità dei docenti. Vogliamo ancora capire come mai l'immissione di ruolo di 180mila lavoratori della scuola prevista dalla prima Finanziaria del governo Prodi non è stata portata avanti se non da quello stesso governo che poi è caduto: quella legge non è stata mai abrogata".