Adolescenti.
Sentirsi grandi con l’alcol

da Tuttoscuola, 22 giugno 2009

Lo stile di vita dei minorenni, a partire spesso anche dagli 11-12 anni, è mutato velocemente rispetto al passato recente. Ora dilaga "lo stile" anglosassone e nord europeo di consumare precocemente alcol come fosse quasi un rito di passaggio dall'infanzia all'adolescenza.

Gli "spacciatori" di alcol si sono accorti in tempo dell'espansione di questo fenomeno globale e lo hanno incrementato sollecitando i ragazzi a bere (a volte persino davanti alle scuole dove si offrono drink con giovanissime e graziose ragazze che fungono da testimonial). Sono stati introdotti alcolici fruttati che risultano più godibili al palato per un minore; sono aumentati a dismisura pub e locali dove ci si può radunare, lontani dalla assordante discoteca, e si consuma birra. Così ci si sente grandi e inseriti nella "movida" notturna.

Ragazzini con birre in mano si vedono davanti alle scuole, nelle ville, davanti alle autoscuole in attesa del patentino. I giovanissimi si accostano alla birra non perché ne desiderino il gusto (anzi per i più non è affatto gradevole per il gusto amarognolo) ma perché omologa, non ti fa sentire diverso.

La considerano una bevanda "giovane", non come il vino legato di più alla tradizione dei padri e dei nonni. In questo modo di pensare si introduce anche un alto consumo di prosecco che funge da moderno aperitivo, è gradevole al palato, può ricordare lo champagne.

In moltissimi c'è, sembra incredibile, la non consapevolezza che si sta consumando alcol. Pensano che l'alcol vero sia il vino e i superalcolici. La birra la sentono meno offensiva, più facile da bere, più vicina al mondo giovanile.

Per molti il mix di alcolici, birra e superalcolico, diventa un potente, ma più tranquillizzante, sostituto delle droghe. L'effetto di sballo sembra lo stesso, ma tutto sembra più innocuo.