LE DIFFICOLTA' PARTONO DALLE MEDIE Com'è lontana la Francia se non si studia più Lo strapotere dell'inglese esaltato dalla riforma Gelmini M.T.M. La Stampa 4.2.2009
TORINO Nella circolare appena diffusa dal Miur in vista delle iscrizioni alla scuola secondaria di I grado (le medie), è scritto (ribadendo lo schema applicativo della riforma Gelmini): «Le famiglie possono chiedere che il complessivo orario settimanale riservato all’insegnamento delle lingue comunitarie, per un totale di cinque ore, sia interamente riservato all’insegnamento della lingua inglese, compatibilmente con le disponibilità di organico (“inglese potenziato”)». Inoltre: «Le ore riservate all’insegnamento della seconda lingua possono essere utilizzate anche per potenziare la lingua italiana nei confronti degli alunni stranieri...». Per docenti e dirigenti scolastici tutto questo sta a significare l’inizio dello smantellamento dello studio della seconda lingua comunitaria che in Piemonte per lo più significa francese. Una prospettiva contro la quale è andato il convegno «Il Piemonte e la Francia» organizzato di recente dall’ANILF-Torino (Associazione per l’Insegnamento della Lingua Francese, presieduta dalla professoressa Silvia Diegoli).
In apertura,
l’assessore regionale all’Istruzione Gianna Pentenero aveva
sottolineato che «la vocazione transfrontaliera del Piemonte sta
molto a cuore alla Regione, così come l’applicazione delle direttive
europee che prevedono lo studio di due lingue comunitarie nelle
scuole dei paesi membri». In quell’occasione la Camera di Commercio
aveva sottolineato come la Francia sia ancora il primo partner
commerciale del Piemonte e come la nostra regione abbia visto, negli
ultimi anni, un incremento degli investimenti delle imprese francesi
con la creazione di circa 20.000 posti di lavoro. Non basta. I
flussi turistici in provenienza dalla Francia verso la nostra
regione sono aumentati grazie al forte recupero di immagine di
Torino,mai visitatori francesi lamentano un’inadeguata conoscenza
della loro lingua. Numerose, poi, erano state le testimonianze di
docenti universitari sull’attivazione di lauree bi-nazionali
Italia-Francia, a cui però non corrisponde uno studio adeguatamente
diffuso del francese nelle scuole superiori. In conclusione, il
presidente dell’ANILF di Torino, Silvia Diegoli, in un intervento a
quattro mani con Enrico De Gennaro, aveva tracciato il panorama
desolante del pluralismo linguistico nell’attuale sistema
scolastico». La proposta? «Fare del Piemonte una regione "virtuosa"
che applichi le norme europeee, adottando, dopo l’inglese e sulla
scorta delle esigenze illustrate durante il convegno, la lingua
francese come seconda lingua straniera privilegiata, dando così
piena attuazione alla vocazione transfrontaliera della regione». |