Scuola

Gelmini: governo non toccherà
prof religione e sostegno.

Ministro ospite Porta a porta: bisogna però voltare pagina

ApCOM, 22.9.2008

Roma, 22 set. (Apcom) - "Questo Governo non ha nessuna intenzione di toccare gli insegnanti di religione, di sostegno e le classi sperdute nelle scuole di montagna". Lo ha detto il ministro del Miur, Maria Stella Gelmini, durante la trasmissione 'Porta a porta'.

Il responsabile del dicastero dell'Istruzione ha voluto in questo modo rassicurare le famiglie italiane poiché "purtroppo - ha sottolineato Gelmini - si sta diffondendo una cattiva informazione".

"La situazione, però, necessita di voltare pagina: abbiamo 10mila classi con meno di 10 alunni, a Como c'è una sola classe elementare con nove maestri, ci sono più bidelli che carabinieri e 900 indirizzi di studio - ha spiegato il ministro -: inoltre, la scuola rimane un'agenzia educativa e non possiamo pensare che sia solo un luogo che produce posti di lavoro".

Il ministro ha ricordato che "non è una verita facile da raccontare, però prima la rappresentiamo e prima riusciremo a migliorare la situazione: i margini per utilizzare meglio i soldi dei cittadini ci sono".

"I tre insegnanti nella scuola primaria sono una anomalia tutta italiana": così il ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Maria Stella Gelmini, ha commentato, durante la trasmissione 'Porta a porta', condotta da Bruno Vespa, il risultato del sondaggio svolto dal sociologo Renato Mannheimer, che vede il 62% degli italiani favorevoli al ritorno del maestro unico.

Il ministro ha detto anche che la soluzione dei due maestri su tre classi è stata applicata solo perché "si doveva trovare posto agli insegnanti per un calo degli studenti". "E' vero che oggi la scuola svolge anche una funzione sociale, ma è anche vero che non possiamo pensare che possa salvaguardare esclusivamente posti di lavoro", ha sottolineato Gelmini.

Secondo il sondaggio svolto da Renato Mannheimer, direttore dell'Ispo di Milano, la riduzione del numero di insegnanti è considerata un dato positivo solo dal 49% degli italiani, mentre l'aumento stipendiale ai docenti viene giudicato positivo dall'80%. Il ministro ha però specificato, a proposito degli aumenti di stipendio, che "non ci sono i soldi se non facciamo risparmi, il Paese ha un debito pubblico straordinario - ha sottolineato Gelmini - e l'impegno del presidente Berlusconi è quello di applicare il principio del buon padre di famiglia, non di aumentare il debito".

Durante la trasmissione, Enrico Panini, segretario uscente della Flc-Cgil, ha duramente contestato al ministro la scelta di "cannibalizzare gli insegnanti per trovare i soldi da dare ai più meritevoli: è una vergogna", ha detto Panini.