SCUOLA.

Fish: «Classi ponte?
Torniamo indietro di 30 anni».

Lo sdegno della Federazione italiana per il superamento dell'handicap
di fronte alla mozione approvata sulle classi differenziali.

 da Vita del 16.10.2008

«Un brutto colpo per il Parlamento italiano. In una sera si sono convertiti in carta straccia i più significativi trattati internazionali, e un bel pezzo della nostra storia nazionale, quella più civile». È la reazione sdegnata di Fish, la Federazione italiana per il superamento dell’handicap, che considera l'approvazione della mozione sulle classi ponte sponsorizzata dalla Lega, «un atto gravissimo che ci umilia e ci preoccupa, come cittadini da sempre impegnati nella promozione dei principi della non discriminazione e dell’inclusione sociale».

A nulla sono valsi i 246 voti contrari, la maggioranza sembra decisa: si torna alle classi differenziali. E questo in un Paese che, più di 30 anni fa, aveva saputo essere un esempio in tutto il mondo per il coraggio di una legge che si proponeva di creare una scuola inclusiva per tutti. In particolare per gli alunni con disabilità fino ad allora segregati in istituti e classi speciali. «Ora, gli intenti espressi da quell’emendamento ritornano a separare nel luogo più deputato alla crescita ed al confronto»: questo il giudizio insindacabile della Federazione, che non solo considera paradossali le dichiarazioni dell'On. Roberto Cota, secondo cui «le classi di inserimento sono uno strumento per garantire l'integrazione», ma addirittura inquietanti quelle dell’On Paolo Romani: «La presenza di alunni stranieri in una classe rallenta la didattica degli altri». Una considerazione utilizzata anche per gli studenti con disabilità.

L’auspicio della Federazione è che il Parlamento possa sospendere la decisione prima che si debbano invocare la Corta Costituzionale e la Corte di Giustizia Europea.