Scuola

Nigi(Snals): Sciopero sospeso?
Sì, ma a nostre condizioni.

No a maestro unico, tagli, più alunni per classe e meno ore

ApCOM, 13.10.2008

Roma, 13 ott. (Apcom) - Apertura da parte del segretario dello Snals-Confsal, Marco Paolo Nigi, sulla possibilità espressa dai leader Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, di revocare lo sciopero nazionale della scuola previsto per il 30 ottobre: una eventuale convocazione dei sindacati a palazzo Chigi sarebbe ritenuta un passo importante da parte del governo, ma a patto che questo sia disposto a trattare su alcuni precisi punti. Secondo Nigi l'eventuale incontro non dovrebbe infatti vertere, come sostengono i segretari generali, su una generica riorganizzazione della scuola o solo sugli aumenti in busta paga: per il leader dello Snals, il governo dovrebbe rivedere le proprio posizioni almeno sul maestro unico, i tagli al personale, l'aumento degli alunni per classe, la riduzione delle discipline e del tempo scuola.

"E' normale prassi - dice Nigi raggiunto telefonicamente da Apcom - indire uno sciopero, avviare una forma di dialogo e di trattativa con il governo ed eventualmente sospenderlo qualora si trovi un accordo: non si fa certo uno sciopero tanto per il gusto di farlo. La nostra posizione del resto - continua il leader del primo sindacato autonomo della scuola - è stata chiaramente espressa nell'indizione dello sciopero, quando abbiamo detto che sarebbe saltato qualora fosse subentrato un tavolo di confronto a palazzo Chigi sulle proposte fatte".

Sono molto precisi, tuttavia, i punti ritenuti indispensabili dallo Snals-Confsal per dire stop allo sciopero generale: "Come sindacato non possiamo accettare il ritorno al maestro unico, i tagli di organico per fare cassa, l'aumento ulteriore di alunni per classe, oltre che la riduzione delle discipline d'insegnamento e quella generalizzata del tempo scuola: quindi - continua Nigi - per fermare la mobilitazione del 30 occorre sospendere questi provvedimenti".

Lo Snals-Confsal, come gli altri sindacati della scuola più moderati, ha sempre sostenuto che non sono in discussione i tagli da applicare, ma le modalità e i settori scolastici su cui il governo ha puntato il dito: "Siamo tutti d'accordo sul fatto che il paese versa in una grave crisi economica - conclude il sindacalista - ma questo non significa che il debito pubblico debba essere pagato a danno dei cittadini".