Tagli alla scuola.
Nessuno sarà licenziato,
un problema lessicale

 da Orizzonte scuola, 23.10.2008

Ieri abbiamo assistito ad una conferenza stampa del Primo Ministro che ha voluto smentire, a suo dire, alcune false notizie circolati sulla "riforma" Gelmini. In particolare Berlusconi ha chiarito che, a differenza di quanto affermato dagli organi di informazione, nessuno sarà licenziato. Licenziati o non più assunti i precari a casa restano, si gioca con le parole.

Per il Primo Ministro il taglio di 87.000 insegnanti e 44.000 ATA (dati leggibili nei provvedimenti legislativi), taglio al quale bisogna aggiungere quello del donchisciottiano precedente governo, non avrà nessun risvolto in termini occupazionali.

In realtà stiamo assistendo ad un blocco del turnover dalle cifre impressionanti, che costerà in termini lavorativi e sociali più di quanto si stia discutendo.

Berlusconi gioca con le parole, nessuno sarà licenziato, in realtà nessuno sarà più assunto a tempo determinato, il risultato però non cambia. E nessuno può disconoscere che tra coloro che non saranno più assunti ci sono docenti che hanno superato anche i 10 anni di servizio nelle scuole. Inoltre il turn over causerà un blocco nel rinnovo della classe docente, rinnovo che farebbe tanto bene alla scuola, forse la migliore delle riforme.
 

La conferenza di ieri