Scuola

Cisl: Revocare sciopero
se parte tavolo, no di Uil e Cgil.

Vista crisi mercati Bonanni 'apre' se Governo convoca parti

ApCOM, 12.10.2008

Roma, 12 ott. (Apcom) - Sindacati nuovamente in ordine sparso sullo sciopero nazionale della scuola, con la Cisl che ha 'aperto' al Governo sulla possibilità di revocare la manifestazione unitaria del 30 ottobre purchè i sindacati vengano convocati in un tavolo con gli enti locali per discutere della riforma targata Gelmini e Uil e Cgil che, meno dura la prima e più intransigente la seconda, non ci stanno. Tutto inizia dalle parole del leader della Cisl, Raffaele Bonanni, che in tv a Domenica In Politica lega - 'immotivatamente' secondo la Cgil - la crisi dei mercati allo sciopero della scuola. Alla domanda della giornalista se la Cisl sia disposta a revocare lo sciopero per dare un segnale di senso di responsabilità concreta in questa fase di crisi, Bonanni ha risposto: "Volentieri, ma alla condizione che il governo convochi noi e gli enti locali per discutere di come si riorganizza la scuola". In pratica, secondo Bonanni, i sindacati potrebbero 'risparmiare le forze' mettendo da parte lo sciopero della scuola e "ben volentieri le nostre energie - ha detto - saranno occupate per cose molto più importanti oggi, perchè dobbiamo far fronte a questa crisi che rischia di spazzare via non solo nostri risparmi, ma anche le nostre aziende", ma il Governo deve dare delle "garanzie".

Una proposta che non trova d'accordo i sindacati del comparto: nè la Flc Cgil nè la Uil Scuola. E se il segretario generale della Uil, Massimo Di Menna, è cauto sulla possibilità di revocare lo sciopero del settore, la Cgil è più che ferma. "La semplice convocazione non è un motivo sufficiente che consente di avere quelle risposte che ci attendiamo", spiega Di Menna che chiede, come prova della buona volontà del Governo, delle "modifiche al Piano generale della scuola" con un confronto a 360 gradi dall'aumento del numero di alunni per classe, all'eliminazione del tempo prolungato, all'esigenza di tutelare i precari dopo il taglio dei 130mila posti nei prossimi tre anni. La Uil è "d'accordo a ridurre gli sprechi - ha detto Di Menna - ma la riqualificazione della spesa non deve avere dei contraccolpi sul personale della scuola".

Niet a muso duro, invece, da parte della Flc-Cgil, che non ha la minima intenzione di sospendere lo sciopero generale della scuola: "Non riesco a comprendere cosa c'entri la crisi dei mercati con la scuola - ha spiegato il segretario generale Domenico Pantaleo - se non a peggiorare la situazione". Del resto, è soprattutto la 'base' della Cgil che sente l'esigenza di scendere in piazza e durante le assemblee in corso in questi giorni nelle scuole molti dipendenti del comparto istruzione hanno contestato proprio contestato la linea dei sindacati, soprattutto