Il ministro chiama a rapporto i direttori scolastici del Sud
per sedare le proteste di piazza

Organici, contrordine di Fioroni.

Ingiustificati i tagli superiori al 60%, decreti da riscrivere

da ItaliaOggi del 18.3.2008

 

A poche settimane dal voto politico, si è ritrovato con i docenti di mezzo Meridione inferociti che manifestavano in piazza. E con uno scontro che ha sfiorato spesso la rissa - ovviamente verbale - tra i rappresentanti sindacali e i rappresentanti dell'amministrazione locale. Una situazione tutt'altro che ottimale, per il ministro della pubblica istruzione, Beppe Fioroni. Che ha chiamato a rapporto per un chiarimento .-gli incontri a viale Trastevere ci sono stati la scorsa settimana- i direttori scolastici delle regioni meridionali coinvolte. Per quello che nelle forme è stato un invito, ma che suona, vista la situazione, come un vero contrordine: i tagli agli organici, che hanno scatenato le polemiche e le contestazioni, devono essere rivisti per essere addolciti. È questo in sostanza il messaggio arrivato ai dg, chiamati a rivedere le piante organiche, in particolare quelle delle scuole primarie su cui le riduzioni di personale sono state più drastiche. Pomo della discordia sono stati infatti i tagli agli organici che scattano per il prossimo anno scolastico. Una circolare del ministero della pubblica istruzione prevedeva che, per realizzare il taglio di 10 mila cattedre previsto dalla Finanziaria 2008, si operasse per il 60% sull'organico di diritto e per il 40% sull'organico di fatto. Insomma, solo 6 cattedre su dieci dovevano essere cancellate dall'elenco dei posti su cui è possibile fare assunzioni a tempo indeterminato. Il restante 40% andava scontato in sede di organico di fatto, ovvero su quei posti che vengono costituiti in base alla reale consistenza (di solito più nutrita di quanto previsto) di alunni e di classi.

Posti buoni, però, solo per assumere supplenti. Bene, alcuni direttori -è il caso per esempio della Sicilia, della Campania, della Basilicata e delle Marche- hanno operato più tagli sui posti di diritto di quanto previsto da Fioroni. In media dal 70 al 90% contro il 60% della circolare ministeriale. I dg hanno giustificato la loro azione spiegando che, in caso di contestazione per violazione della legge (ovvero la Finanziaria che nulla diceva sull'organico di fatto), sono loro a essere i responsabili. «Io faccio il funzionario e se non rispetto la legge ne rispondo davanti alla Corte dei Conti», ha detto Alberto Bottino, dg scolastico della Campania, in risposta alla manifestazione che il 12 marzo scorso ha portato in piazza a Napoli oltre tremila insegnanti che hanno gridato il loro no ai circa 3500 tagli al personale previsti per la Campania.

Nel faccia a faccia che si è tenuto a viale Trastevere, il ministero ha cercato di spiegare ai dg che il rigore praticato a livello locale potrebbe essere un inutile eccesso e che ci sono i margini per riprendere la ripartizione decisa con la circolare ministeriale, e su cui era stato già acquisito il consenso dei sindacati, del 60-40. O giù di lì.