Aprea:
"Le graduatorie ad esaurimento
 non saranno cancellate".

di Reginaldo Palermo La Tecnica della Scuola, 27.7.2008.

Alla presidente della Commissione Cultura della Camera abbiamo posto qualche domanda sulle questioni delle graduatorie ad esaurimento e della chiamata diretta da parte dei dirigenti scolastici. L'intervista completa sarà pubblicata nei prossimi giorni sulla nostra rivista.

Il sit-in di fronte a Montecitorio il 23 luglio scorso, promosso dai comitati di base dei precari ha riscosso notevole successo soprattutto sul piano politico: le adesioni di parlamentari dell’opposizione sono state numerose e l’iniziativa ha riscosso anche il consenso dei sindacati confederali della scuola.

Nel concreto la manifestazione è servita anche a rilanciare il dibattito sul problema del precariato e delle modalità di reclutamento del personale docente.

Nell’ambito di una più ampia intervista che ha concesso alla nostra rivista la presidente della Commissione Cultura Valentina Aprea ha risposto anche ad alcune domande proprio sulle questioni al centro della protesta dei precari.


Domanda
Lei ha più volte dichiarato che i diritti acquisiti dagli aspiranti inclusi nelle graduatorie ad esaurimento saranno mantenuti. Ce lo conferma ?
Risposta
Vorrei chiarire ancora una volta che il reclutamento previsto dalla mia proposta di legge si riferisce alla modalità di formazione dei nuovi insegnanti che dovrebbero essere reclutati attraverso i concorsi ordinari, fatto salvo il 50% dei posti da destinare ai docenti inseriti nelle graduatorie permanenti fino al loro esaurimento.

D. Tuttavia, tenuto conto che i precari sono 300mila e che i posti di insegnamento sono destinati a diminuire ancora, quale spazio rimane per i giovani che desiderano dedicarsi all’insegnamento?

R. Non prevedere nuove modalità di reclutamento che contengano garanzie di competenza disciplinare e didattica, insieme a canali preferenziali di assunzione negli organici delle istituzioni scolastiche autonome significa rinunciare per alcuni decenni ad avere docenti più preparati e mediamente più giovani nelle scuole italiane. Non credo che possiamo permetterci di fare questa scelta. Dunque, la strada è obbligata: stabilizzare quanti già lavorano nella scuola e contestualmente prevedere nuove opportunità di formazione e selezione di nuovi docenti, al passo con gli standard europei.


D. C’è un’altra questione sulla quale i precari, ma anche i sindacati, non sono per nulla d’accordo: l’ipotesi della “chiamata diretta” da parte dei dirigenti scolastici
R. La Pdl 953 in verità non parla di “chiamata diretta” dei docenti da parte dei dirigenti scolastici piuttosto di concorsi d’Istituto.

 

L’intera intervista sarà pubblicata sul prossimo numero di Tecnica della Scuola.