SCUOLA

Anno al capolinea,
ma alle superiori regna l'incertezza.

In Molise si chiude già venerdì. Però per 2 mln c'è incubo debiti.
Gelmini ammette rigidità recuperi: arriva circolare riparatrice

ApCOM , 3.6.2008

Roma, 3 giu. (Apcom) - L'anno scolastico è giunto al capolinea: nei prossimi giorni la maggior parte degli oltre sette milioni di alunni e studenti frequentanti i nostri istituti termineranno le lezioni. I primi a lasciare i banchi per le vacanza, venerdì prossimo saranno gli iscritti in Molise. Poi via via tutti gli altri.

Il giorno dopo, sabato 7, termineranno gli iscritti frequentanti nella maggior parte delle regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto e Valle d'Aosta.

Martedì 10 giugno sarà la volta degli alunni e studenti di Puglia, Sardegna e della provincia di Trento. Mercoledì, 24 ore dopo, di quelli della Liguria. Sabato 14 giugno suonerà l'ultima campanella negli istituti scolastici dell'Abruzzo e della provincia di Bolzano, che termineranno le lezioni il 14 giugno 2008.

Più lunga l'attesa, invece, per i bambini dell'infanzia statale: si tratta di un milione e 626 mila piccoli tra i tre ed i sei anni che finiranno la scuola solo l'ultimo giorno di giugno.

Gli unici sicuri a terminare l'anno così come stabilito dalle regioni saranno i 2.775.000 scolari delle primarie (le ex elementari) e i ragazzi iscritti al biennio della scuola secondaria di primo grado (l'ex scuola media) dove in tutto frequentano 1 milione e 700 mila: per 561 mila però ci sarà la 'coda'degli esami di licenza media, quest'anno arricchiti dall'introduzione della prova scritta nazionale fissata in contemporanea per tutti il 17 giugno.

Un discorso a parte meritano le superiori, dove sono iscritti 2.716.000 studenti. Se mezzo milione scarso di questi sarà impegnato a conseguire la maturità (al via il 18 giugno con la prima prova scritta), su tutti gli altri pesa l'incognita debiti formativi: i consigli di classe, in base alla discussa ordinanza ministeriale 92 introdotta a novembre dall'ex ministro Fioroni, potranno infatti 'congelare' la promozione laddove i ragazzi facciano riscontrare lacune recuperabili in non più di due-tre materie.

Considerando che alla fine del primo quadrimestre, a gennaio, versavano in questa situazione circa un milione di studenti il pericolo esiste per una fetta non indifferente di iscritti: per chi si vedrà assegnato il debito si prospetta un'estate difficile, visto che dovrà obbligatoriamente svolgere un corso di recupero e presentarsi alla verifica finale.

La tempistica dei recuperi e delle valutazioni è stata decisa singolarmente da ogni istituto: alcuni inizieranno appena terminate le lezioni, altri a luglio, in non pochi casi tutto verrà rimandato a settembre con evidenti problemi sul fronte degli organici delle classi e dei docenti.

La questione debiti è molto sentita, anche perché dietro a centinai di migliaia di studenti delle superiori impegnati nei recuperi ci sono tantissimi docenti (obbligati comunque solo a partecipare a valutazioni e scrutini finali, ma non ai corsi) e le rispettive famiglie.

Anche il ministro Maria Stella Gelmini ha oggi per la prima volta ammesso che "il tema debiti formativi è delicato. Stiamo pensando - ha spiegato - ad una circolare che vada a correggere alcune rigidità previste dal ministro Fioroni, ma mantenendo il concetto della necessità colmare i debiti entro l'anno".

Una posizione confermata nel pomeriggio durante un confronto a viale Trastevere con i rappresentanti del forum delle associazioni studentesche: "è emersa la necessità - spiega una nota del Miur- di approfondire le tematiche relative ai debiti scolastici e ai corsi di recupero. Il ministro Gelmini si è detta disponibile al dialogo ed ha annunciato rapidi interventi correttivi sulle rigidità emerse dal decreto Fioroni, pur condividendo i criteri alla base di questo testo".

Nelle prossime ore, quindi, si attende l'emanazione di una circolare che agevoli l'organizzazione dei corsi di recupero indicando, sembra, di procedere all'assegnazione dei debiti solo se strettamente necessario. Nessuna cancellazione in vista delle norme introdotte dal predecessore Fioroni.

Anche perché, sempre nelle prossime ore, probabilmente già domani, il Consiglio di Stato potrebbe "risolvere" la questione decidendo di accogliere la richiesta di sospensione dell'ordinanza 92 fatta dai Cobas: un decisione,quella dei giudici, che sottrarrebbe al neo ministro tante castagne dal fuoco.