Quasi pronto il piano di razionalizzazione.

di Reginaldo Palermo La Tecnica della Scuola, 31.8.2008.

Le indiscrezioni si susseguono, ma alcuni punti fermi incominciano ad esserci. Con il ritorno al "maestro unico" si possono risparmiare 30mila posti. Con la revisione dei quadri orari nelle superiori il taglio potrebbe essere di 35mila cattedre. Forse esame di Stato alla fine del 4° anno. Attenzione alle sorprese dell'ultimo momento.

Le indiscrezioni sul piano di razionalizzazione previsto dalla legge 133 del 6 agosto si fanno sempre più numerose, ma bisognerà aspettare ancora qualche giorno per sapere con precisione quale impatto avrà sulla scuola italiana il progetto Tremonti-Gelmini di ridurre gli organici dei docenti di poco meno di 90mila posti in 3 anni.

Nei prossimi giorni il ministro dell’Istruzione incontrerà i sindacati e a quel punto si conoscerà il piano in tutte le sue articolazioni.

Per ora, le anticipazioni sono frammentarie e, talora, contraddittorie fra di loro.

Alcuni punti fermi, però, ci sono già.


Scuola primaria
Si tornerà al maestro unico: per farlo sarà necessario rivedere il decreto 59/04 voluto dal ministro Moratti; l’orario annuale minimo di funzionamento sarà abbassato dalle attuali 891 ore (=27 settimanali) a 825 (=25 alla settimana), almeno nelle prime classi (prime, seconde e terze). Con una eventuale aggiunta di 33/66 ore annue facoltative/opzionali rivolte a gruppi di alunni.
Questa soluzione comporta però una difficoltà: attualmente, l’orario di servizio dei docenti di scuola primaria è di 24 ore settimanali (comprensivo però di 2 ore di programmazione didattica).
Per superare l’impasse il Governo potrebbe stabilire due regole: cancellazione delle due ore di programmazione (d’altronde se non c’è più il team docente la programmazione settimanale diventa superflua) e aumento dell’orario di servizio a 25 ore settimanali.
Si dice anche che le ore aggiuntive potrebbero essere “detassate” o comunque sottoposte ad un regime fiscale più favorevole.
Pare che su questo punto i ministeri del Welfare e della Funzione Pubblica siano quasi d’accordo, manca però il via libera del dicastero di Giulio Tremonti.
Poiché le classi a modulo (prime , seconde e terze) sono attualmente circa 60 mila il taglio determinerebbe un calo di 30mila posti.
A partire dal 2009/2010 nella primaria sarebbero dunque soppresse almeno 10mila cattedre (il piano è infatti triennale).
 
Secondaria di secondo grado
Verranno certamente rivisti gli orari: nei professionali non si andrà al di là delle 32 ore settimanali, nei tecnici ci si attesterà su 30-32 e nei licei si scenderà al di sotto delle 30 ore.
Secondo i tecnici di viale Trastevere questa riorganizzazione potrebbe consentire un risparmio del 15% delle cattedre: 35mila delle 230mila attuali.
Anche nella secondaria di secondo grado potrebbe essere introdotta la regola dell’aumento obbligatorio dell’orario di servizio del personale docente.
Altra ipotesi, per la verità poco accreditata: l’ultimo anno della secondaria superiore potrebbe essere facoltativo, una sorta di anno “pre-universitario” riservato a chi intende proseguire negli studi.
In tal caso l’esame di Stato verrebbe spostato al termine del 4° anno, in modo da consentire il conseguimento del diploma al diciottesimo anno di età, come peraltro avviene nella maggior parte degli altri Paesi
 
Secondaria di primo grado
Per ora se ne parla poco, è probabile che l’applicazione delle norme del decreto 59 bastino da sole a garantire un risparmio di 15mila cattedre necessario per raggiungere l’obiettivo previsto dalla legge 133.
 
Piccoli Comuni
Non trovano riscontro, almeno per ora, le voci secondo le quali saranno chiuse le scuole dei piccoli Comuni.
E’ invece probabile che saranno definite nuove regole per la formazione delle classi: nella secondaria le prime potranno essere formate solo in presenza di un numero minimo di alunni, se in una scuola ci dovessero essere solo 10-12 ragazzi alla prima, le famiglie saranno costrette a rivolgersi ad un'altra scuola.

C’è da aggiungere tuttavia che nelle ultime settimane i colpi di scena non sono mancati.
Basti pensare alla vicenda dei voti:
1° agosto, approvazione in Cdm di un disegno di legge di iniziativa governativa
24-25 agosto, annuncio del Ministro di un decreto legge per introdurre il voto di condotta
28 agosto, approvazione di un decreto legge che ripristina i voti anche nella primaria (novità inserita quasi certamente qualche ora prima che iniziasse la riunione del Governo).
Non ci sarebbe da stupirsi se - fra qualche giorno - le previsioni risultassero capovolte.