Per insegnare matematica
bisogna conoscere la matematica,
per insegnare inglese....

da Tuttoscuola, 21/9/2007

 

Il ministro della Pubblica Istruzione Fioroni, nel corso della presentazione delle nuove Indicazioni nazionali ha sottolineato l’importanza dei saperi fondamentali, a cominciare dalla matematica, visto che, proprio in questa disciplina, secondo le statistiche internazionali, i livelli di apprendimento dei nostri studenti, soprattutto nella scuola media, non sono proprio esaltanti.

L’ex ministro Moratti, qualche anno fa, era intervenuta invece con l’introduzione nella scuola media l’insegnamento di una seconda lingua straniera e, poi, con la riconversione di tutte le cinque ore di insegnamento delle due lingue comunitarie nell’inglese cosiddetto "potenziato".

Una buona formazione matematica o la padronanza di una lingua straniera non dipendono però solo dalle Indicazioni nazionali o dalle riforme di ordinamento, ma dalla preparazione e dalla profonda conoscenza della disciplina di chi le insegna. E che vi siano ottimi insegnanti in queste discipline nessuno lo mette in dubbio, ma per assicurare alti livelli di apprendimento ai ragazzi bisognerebbe che vi fosse corrispondente preparazione non soltanto di una quota di bravi professori, ma di tutti gli insegnanti.

Forse sia Moratti sia Fioroni non sanno che per accedere alla cattedra di inglese (o di francese) basta avere sostenuto pochi esami della materia purché compresa nel piano di studi universitari.

Per matematica è la stessa cosa, idem per scienze, ecc.

In cattedra può arrivare indifferentemente sia chi la disciplina la conosce profondamente sia chi l’ha conosciuta appena, sperando, per questi ultimi che la preparazione venga con l’esperienza e con l’impegno. Ma non è certamente questo che serviva alla Moratti o che serve ora a Fioroni.