Incontro in serata per il contratto. Obiettivo: scongiurare lo sciopero.

Prodi: 101 euro agli statali, ma da dicembre.

Il premier propone anche di allungare la vigenza contrattuale da 2 a 3 anni.
Sindacati in disaccordo: gli aumenti partano da gennaio

 Il Corriere della Sera del 28/5/2007

 

ROMA - Romano Prodi ha aspettato tre settimane prima di fare la sua proposta ai sindacati sul rinnovo del contratto del pubblico impiego. Ma è una proposta che cambia notevolmente il quadro del confronto. Per gli statali, ha detto il presidente del Consiglio all'apertura del confronto con i sindacati di lunedì sera, il governo è disposto a concedere l'aumento di 101 euro. Quell'aumento che i sindacati erano convinti di aver incassato dopo l'accordo sul contratto dei dipendenti ministeriali del 6 aprile scorso. Ma c'è un ma. L'aumento offerto da Prodi è a decorrere dal 31 dicembre 2007 e a patto di allungare la vigenza contrattuale da 2 a 3 anni. L'accordo prevede inoltre il reperimento di risorse aggiuntive nella prossima finanziaria per 2008. Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto di interrompere la riunione per prendere una decisione sulla proposta.

SINDACATI FREDDI - I sindacati sono tornati attorno al tavolo di Palazzo Chigi solo per ribadire le loro posizioni. Il disaccordo è soprattutto sulla decorrenza degli aumenti: chiedono che gli aumenti di 101 euro scattino dal 15 gennaio scorso (e non dal 31 dicembre di quest'anno). E quindi confermano la disponibilità a discutere della cadenza triennale dei contratti, ma soltanto «una volta conclusa questa tornata contrattuale».

LO SCIOPERO INCOMBE - La posta in palio è molto alta. Il governo, da un lato, non vuole scardinare il fragile equilibrio dei conti accettando in toto le richieste dai sindacati. Dall'altro però vuole evitare che lo sciopero indetto dai sindacati il primo giugno abbia luogo. Il ministro della Funzione pubblica, Luigi Nicolais, prima dell'incontro di lunedì sera si era detto «fiducioso». Per questo era stato fissato lunedì sera (alle 21.30, dopo un rinvio di mezz'ora rispetto all'appuntamento iniziale) un incontro per sbloccare la partita. Alla fine, l'incontro è iniziato ancora più tardi, a pochi minuti alle 22, dopo i due rinvii che nelle settimane scorse avevano portato a un duro scontro tra esecutivo e parti sociali. Alla riunione, presieduta dal premier Romano Prodi, sono presenti il sottosegretario alla Presidenza, Enrico Letta, il Ministro del Tesoro, Tommaso Padoa-Schioppa, e della Funzione Pubblica, Luigi Nicolais. Per i sindacati la delegazione di Cgil-Cisl e Uil è guidata da Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.

L'OTTIMISMO DEL MINISTRO - «Andiamo all'incontro con l'idea di chiudere, ce la mettiamo tutta», ha detto il ministro Nicolais sul rinnovo contrattuale del pubblico impiego. «Sono fiducioso - ha detto - di scongiurare lo sciopero», proclamato dai sindacati per il primo giugno. A chi chiedeva se c'è la disponibilità a concedere l'aumento medio di 101 euro reclamato dai sindacati, Nicolais ha replicato: «Chiedetelo al mio collega Tommaso Padoa-Schioppa, è lui che tiene la borsa, io posso solo dire che il contenuto della direttiva dei comparti è valido». Nicolais ha anche annunciato che oggi manderà all'Aran «la direttiva» per il rinnovo contrattuale della scuola.

CONFINDUSTRIA - Rinnovare il contratto del pubblico impiego sulla base dei 101 euro proposti dai sindacati non è un problema, purché vengano introdotti «indici precisi di produttività e merito». Ecco la posizione sul rinnovo del contratto degli statali del vicepresidente di Confindustria, Alberto Bombassei. «A noi può anche andare una chiusura sulle cifre indicate - ha spiegato - soltanto con indici precisi di produttività e merito, premessa per poi poter accettare una cifra che è molto più elevata del recupero dell’inflazione».