L'appello dell'associazione Biblia è stata presentata al ministro Fioroni
Oltre diecimila firme di cattolici, protestanti, ebrei, credenti e non credenti

La Bibbia libro di testo a scuola?
Parte la campagna: è cultura.

Molti gli intellettuali: Cacciari, Eco, Hack, Lerner.
E ancora Vattimo, Zagrebelsky e Tullia Zevi
Il diessino Lumia: "Bellissima proposta".
No di Luxuria: "Chi vuole mandi i figli catechismo" 

la Repubblica 4/6/2007

 

ROMA - La Bibbia come libro di testo in tutte le scuole. E' la proposta che l'associazione culturale "Biblia" ha presentato, nei giorni scorsi, al ministro della pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, forte di una petizione con oltre diecimila firme. L'appello è stato sottoscritto da cattolici, protestanti, ebrei, personalità del mondo della cultura italiana, sia credenti sia non credenti.

E da noti intellettuali: Massimo Cacciari, Furio Colombo, Tullio De Mauro, Umberto Eco, Margherita Hack, Gad Lerner, Gianni Vattimo, Gustavo Zagrebelsky, Tullia Zevi. La proposta di introdurre la bibbia nella scuola pubblica, come testo di studio alla pari dell'Iliade, dell'Odissea, dell'Eneide, o della Divina Commedia, è ora nelle mani del responsabile di viale trastevere.

Si tratta di un'iniziativa che parte da lontano: è dal 1989 che l'associazione "Biblia" (nata nell'84) si batte "per valorizzare, al di là delle ipoteche confessionali, il grande codice dell'umanità". E ora arrivano commenti anche dal mondo politico. "Una bellissima proposta che va senz'altro sostenuta", dice il deputato Ds Giuseppe
Lumia, secondo cui la Bibbia è anche "un grande ponte verso le civiltà e le religioni semitiche".

Per la teodem della margherita, Paola Binetti, lo studio della Bibbia, offre un approfondimento sulle "radici cristiane dell'Europa" e sui "valori, della legge naturale espressa dai dieci comandamenti". Ma c'è anche una ragione in più, che "è offerta dal confronto con le altre religioni, che sembrano fondare la loro tradizione su una conoscenza molto chiara e approfondita della loro dottrina, cosa che obbliga anche noi ad una conoscenza molto attenta di questo testo".

Anche Daniela Santanché (An) sottoscrive, a voce, la petizione: "Sono assolutamente d'accordo. Si tratta - osserva la deputata - di un libro che fa parte della nostra cultura ed è bene che i ragazzi lo conoscano". Favorevole alla proposta anche Dorina Bianchi, della Margherita, vicepresidente della commissione affari sociali della Camera: "Servirebbe a sensibilizzare i ragazzi, e rendere più semplice il dialogo intorno ad un testo che rappresenta la storia e la cultura di tutte le religioni". Isabella Bertolini (Fi) è "assolutamente favorevole". Secondo la deputata, "il fatto di introdurlo nello studio", al pari di classici come l'Odissea, "non ha un significato religioso".

Una voce del tutto contraria è quella, invece, dalla deputata transgender Vladimir Luxuria di Rifondazione: "Intanto sono favorevole a sostituire l'ora di religione con la storia delle religioni - spiega la parlamentare - perché credo molto in una scuola pubblica non confessionale. Viviamo in una società che diventa sempre più multietnica, nella quale il numero degli studenti di altre religioni è sempre più numeroso". Per Luxuria, quindi, chi vuole che i figli imparino la bibbia "li può mandare al catechismo". Invece, conclude la deputata, "l'idea di porre un'attenzione maggiore su un libro religioso, piuttosto che su altri, facendolo diventare un testo base a scuola, mi sembra discutibile anche dal punto di vista della difesa della laicità".