Fioroni: è allarme dispersione,
siamo ultimi in Europa.

Il Ministro della Pubblica Istruzione ha espresso preoccupazione intervenendo il 31 gennaio all'indagine conoscitiva sulla scuola presso la VII Commissione del Senato: “l'obbligo di istruzione fino a 16 anni deve essere dal punto di vista dei ragazzi letto come un'opportunità in più e non come una libertà in meno". Al fine di rendere le scuole più sicure, lunedì 2 febbraio verrà presentato un pacchetto di linee guida creato dagli stessi dirigenti di viale Trastevere per arginare il fenomeno del bullismo.

di Alessandro Giuliani La Tecnica della Scuola del 31/1/2007.

 

Nella scuola italiana c’è un tasso crescente di dispersione scolastica che pone l’Italia all’ultimo posto in Europa nella classifica degli abbandoni: ad esprimere preoccupazione su questo andamento è stato il ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni, intervenendo il 31 gennaio all'indagine conoscitiva sulla scuola presso la VII Commissione del Senato. "Abbiamo un tasso di dispersione scolastica in crescita, con punte nel centro-sud del Paese estremamente preoccupanti - ha detto Fioroni - con una media nazionale che ci fa essere fanalino di coda in Europa e rispetto alla quale, al di là di ogni convinzione ideologica, l'obbligo di istruzione fino a 16 anni, come è esplicitato in maniera chiara nella Finanziaria, deve essere dal punto di vista dei ragazzi letto come un'opportunità in più e non come una libertà in meno". Per il ministro, quindi, l’innalzamento dell’età rimane un fatto imprescindibile per combattere la piaga della dispersione.

Il ministro si è inoltre espresso a favore di una nuova politica che promuova un inserimento a scuola degli studenti favorito da un’adeguata proposta formativa: "La missione della scuola - ha detto Fioroni - è dare diplomi e qualifiche: sarebbe aberrante se di fronte a stili cognitivi dei ragazzi che non s'incontrano con la nostra offerta formativa pensassimo di non ampliarla e rafforzarla ma di piegare quegli stili cognitivi alle nostre incapacità di andargli incontro. Se così fosse non abbatteremo la dispersione ma soprattutto non faremo la missione della scuola".

In questo quadro, al fine di rendere le scuole più sicure, Fioroni ha detto che lunedì 2 febbraio presso il ministero della Pubblica Istruzione verrà presentato un pacchetto di linee guida creato appositamente dagli stessi dirigenti di viale Trastevere per arginare il fenomeno bullismo in tutte le scuole italiane: le misure prevedono una campagna di sensibilizzazione negli istituti e supporti per docenti e studenti per meglio affrontare disagi e violenze ma, ha voluto sottolineare Fioroni, "è chiaro che la priorità resta l'impegno quotidiano dei singoli, alunni e professori".

Fioroni ha anche detto che si prospetta un anno decisivo per le scuole italiane: "un anno importante che vedrà passare l'autonomia scolastica dalle parole ai fatti", con l'introduzione dell'autonomia finanziaria, grazie alla quale "le risorse economiche e finanziarie vengono coniugate con efficienza ed efficacia per dare maggiori risorse alle scuole", novità che potrà portare anche risparmi per le famiglie. Riguardo gli ultimi provvedimenti contenuti nella Finanziaria, il ministro ha elogiato la possibilità per gli istituti di istituire “un’autonomia finanziaria, non più amministrativa”.

"Prima non era possibile alcuna autonomia finanziaria: i fondi - ha ricordato Fioroni - erano ripartiti per capitoli e sub capitoli. Oggi, con due soli capitoli di bilancio, le spese per il personale e le spese diverse, la scuola ha libertà di poter rispondere alle sue compentenze, declinandole con efficienza ed efficacia e aumentando le cifre disponibili". Ciò per il Ministro eviterà "quello che succedeva fino ad oggi", ovvero "capitoli di bilancio per l'acquisto della carta e non avere poi il toner per le fotocopiatrici, per poi chiedere i soldi ai genitori".

A proposito delle forti critiche giunte a seguito della recente equiparazione della scuola alle fondazioni, e quindi sulla possibilità di recepire delle donazioni private defiscalizzate, Fioroni ha assicurato "che i soldi privati vadano alle scuole pubbliche è qualcosa di aggiunto, non di sottratto: troveremo il modo di garantire una distribuzione che tenga conto delle differenze, ma se la scuola e le istituzioni scolastiche sono il perno su cui si fonda la ripresa del Paese è bene che ci siano disponibilità e incentivi anche del privato per il pubblico va nel senso della saggezza e non va rifiutata".